Sul piatto deleghe pesanti come infrastrutture e lavori pubblici, polizia municipale, porto, politiche comunitarie. C'è molto miele sulla pillola amara che Gianni Teodoro dovrà ingoiare per la rinuncia alla poltrona di numero due della giunta Albore Mascia. Il record al quale il teddiboy teneva molto, fare da vice a due sindaci di opposto schieramento, sarà alla fine compensato da un primato di consolazione: il controllo della polizia municipale sotto tre diversi primi cittadini: Pace, D'Alfonso, Albore Mascia. E qui c'è da toccare ferro perchè è proprio sulla gestione dei vigili urbani che, il 9 febbraio 2001, si consumò la violenta rottura tra Pace e Gianni Teodoro. Un ricordo che procura ad Albore Mascia un significativo lapsus: «E' finita - scrive il sindaco nella nota ufficiale sullo stato delle trattative per la formazione della giunta - l'era degli assessori defenestrati».
Comunque sia, il centrodestra punta a chiudere rapidamente lo strappo con Lista Teodoro, ultima ombra sul laborioso parto della nuova amministrazione. Il sindaco sparge fiducia, prevedendo una rapida conclusione della «inevitabile dialettica interna», forte del via libera alle trattative a oltranza con Teodoro, arrivato ieri dalla coalizione durante la riunione di maggioranza. Tutti d'accordo sul congelamento delle quattro deleghe "pesanti", in attesa del sì dell'alleato. Gli altri si sono accontentati di quel che resta: ad Antonelli, uomo forte di Sospiri nella nuova giunta, andranno urbanistica e personale, settori sui quali gli ex di An puntano molto per aumentare sia la presa sociale che il potere contrattuale con i poteri forti della città. Posizionamento sociale completato dalla prevista delega ai servizi sociali per Guido Cerolini Forlini. Turismo e grandi eventi restano sotto il controllo di Pescara futura, la lista civica di Carlo Masci che da sempre cavalca le ragioni della movida e delle lobby commerciali collegate: per evidenti conflitti di interessi, l'assessore non sarà però Stefano Cardelli, balneatore e organizzatore di spettacoli dirottato sul terreno confinante del commercio, bensì il vice sindaco Berardino Fiorilli, chiamato a una grande prova di autonomia dall'elettorato di riferimento. Per il bilancio è in corsa Eugenio Seccia, a Massimo Filippello andranno i tributi; Renzetti avrà la sanità, Carla Panzino il volontariato. Scontata la delega allo sport a Nicola Ricotta. Ufficialmente, il sindaco parla di criteri innovativi per l'assegnazione dei compiti in base a competenza, capacità di innovazione e armonizzazione degli uffici. In buona sostanza, il peso dei singoli assessori si misura con il vecchio criterio delle materie. Nessuna fumata bianca, invece, da palazzo dei marmi, dove il presidente testa fatica a mettere d'accordo equilibri politici e territoriali.