ROMA Pugno duro del ministro, Renato Brunetta, contro gli abusi della legge 104 che prevede permessi retribuiti per assistere familiari disabili. E' partita una rilevazione che interesserà 15 mila amministrazioni pubbliche, comprese scuole e forze di polizia, per avere una precisa fotografia dello stato di applicazione della legge che risale al 1992. Per ora la rilevazione (che sarà condotta tramite questionari inviati via e-mail e che si concluderà il 29 luglio) ha carattere volontario, ma il governo ha previsto che diventi obbligatoria e che sia anche nominativa. Il ministro ha giudicato la 104 una legge «di grande civilità». Nel pubblico impiego però, ha rilevato, si è «abusato» perchè non è stato possibile fare i controlli, mentre è stata «poco usata nel settore privato dove c'è una chiara negazione di un diritto. Voglio colpire gli abusi, ma anche di quelli che negano il diritto». Il 6% delle assenze nella pubblica amministrazione è dovuta ai permessi usufruiti in base alla 104; le giornate medie usufruite per dipendente sono state nel 2006 1,02 e nel 2007 1,04. Diverso anche sul territorio l'utilizzo della legge: al Sud ci si ricorre il doppio che al centro e al centro-nord, a cui però non corrisponde una maggiore concentrazione di persone disabili.
«Vogliamo dare il senso che la musica è cambiata, stanando i furbi così da liberare risorse per chi ne ha veramente bisogno», ha insistito Brunetta. Tra le amministrazioni dove si abuserebbe maggiormente della legge ci sarebbero le scuole: si è in presenza di una «fruizione deviata». Brunetta ha anche auspicato che non si ripetano più gli «insulti» che gli sono stati rivolti in passato su questa battaglia e ha fatto il nome dell'ex ministro, Livia turco: «Vergogna, vergogna chi ha coperto queste cose».
Restando sul fronte del pubblico impiego, si dovrebbe tenere tra lunedì e martedì l'incontro tra governo e parti sociali sul nodo dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne. La riunione dovrebbe tenersi a Palazzo Chigi e dovrebbe affrontare diversi temi, tra cui anche quelli più legati direttamente alla crisi. La questione dell'età pensionabile delle donne nella pubblica amministrazione, sollevata più volte dalla Commissione europea, potrebbe essere poi risolta attraverso la presentazione di un emendamento al decreto legge anticrisi.