L'AQUILA - «Sono commossa: io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi». Michelle Obama passeggia tra le rovine della Prefettura, capelli raccolti in uno chignon e vestito giallo con coprispalle bianco a fiori. Si guarda intorno e non fa altro che ripetere: «Sono commossa». Non può che essere lei la protagonista principale della giornata aquilana delle "first ladies", le consorti dei Grandi della Terra, a cui hanno fatto il "verso" alcune donne dei comitati aquilani esponendo la scritta "last ladies", per sollevare l'attenzione sui problemi della ricostruzione e dell'assistenza agli sfollati. Più tardi, nella conferenza stampa di fine giornata, suo marito Barack ha voluto ringraziare l'Abruzzo: «Gente splendida, una grande ospitalità, grazie davvero Abruzzo. Grazie di cuore».
Le "first ladies" (mancava Carla Bruni che ha scelto di seguire un "suo" programma, e che è arrivata solo nella serata di ieri all'Aquila), accolte da Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, sono arrivate alla caserma della Finanza intorno alle 10,30. In ritardo proprio la signora Obama, giunta alle 11 mentre le "colleghe" sorseggiavano un caffè. Poi la partenza per il centro storico. Una visita breve, cominciata con un rapido sguardo a piazza Duomo, proseguita con una passeggiata lungo via Indipendenza e terminata davanti alle rovine della Prefettura. Qui Michelle Obama ha dedicato un pensiero ai bambini e alle piccole vittime del terremoto: «Sono molto preoccupata per i bimbi. Quanti ne sono morti? E quelli che non hanno più una casa dove sono? Come vengono assistiti?» ha chiesto ad Agostino Miotto, direttore dell'Ufficio relazioni estere della Protezione Civile. La Carfagna e la Gelmini le hanno illustrato i piani di supporto per i bambini. Poi il corteo è tornato a piazza Duomo, accolto dai Vigili del Fuoco, schierati in fila. «Thank you, thank you» ha ripetuto Michelle ai pompieri, accompagnata dalle altre signore. Laureen Harper, moglie del premier canadese Stephen, si è espressa con un italianissimo "Grazie".
Le first ladies sono poi salite sulle auto blindate per fare rientro nella caserma della Finanza, dove c'è stato anche un curioso fuori protocollo: una simulazione di terremoto. La signora Barroso si è offerta volontaria, insieme con la canadese Harper, la svedese Filippa Reinfeldt e la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma, per salire sulla pedana di un simulatore di sisma montato nell'ambito di una piccola mostra sul fenomeno dei terremoti. Alla fine facce un po' stordite, tante domande, qualche sorriso e la non piacevole sensazione di aver sperimentato l'effetto-terremoto.
Le signore hanno ricevuto in dono dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dalla moglie Daniela, una "Presentosa", gioiello tipico della tradizione abruzzese, e bauletti in pelle fatti a mano. A margine della visita la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, ha lanciato l'idea di una fondazione "rosa" per le politiche di genere. «Investiamo sulle donne per far ripartire L'Aquila -ha detto- Sono le donne il perno dell'economia familiare. Sono le donne che si sobbarcano le fatiche maggiori, quelle che lavorano in casa e fuori casa, quelle che danno sicurezze e certezze ai loro figli. E continuano a farlo anche ora, sotto le tende. Da donna lancio dunque un appello alle donne del G8. Costruiamo una fondazione permanente per le politiche di genere. Facciamo in modo che questo G8 sia un po' più rosa, un po' più attento alle sfide femminili». Come simbolo dell'Aquila ferita, che rinasce, la presidente ha voluto poi omaggiare le donne del G8 con un gioiello di fattura aquilana: un pendente con impresso il rosone della basilica di Collemaggio.
Cancellata la visita a Cese di Preturo, le first ladies, elogiate dallo stilista Valentino per il look, dopo il pranzo hanno visitato le mostre allestite nella sede del G8, accompagnate dal ministro Sandro Bondi, e hanno fatto rientro a Roma in serata.