MAURIZIO TROPEANO Gennaio 2009. L'assessorato ai Trasporti della Regione avvia un dialogo competitivo con una serie di società ferroviarie internazionali e nazionali per capire se esiste un'eventualità disponibilità a gestire il servizio ferroviario per i pendolari. Rispondono in quattro, cinque società: ci sono le ferrovie svizzere, operatori privati francesi, inglesi (Arriva) e italiani (Arenaways); Gtt e Ferrovie Nord. E, naturalmente, c'è Trenitalia. E poi ci sono anche i tedeschi. Sul sito di Deutsche Bahn viene pubblicato l'annuncio per l'acquisto di 80 nuove vetture per i pendolari del Piemonte. Il contratto scatterà in caso di assegnazione del servizio. In questi mesi la procedura è stata congelata ma la scelta della presidente Mercedes Bresso di sfidare Trenitalia e di lanciare, a partire da settembre, la prima gara internazionale parte dalla certezza che quella gara non andrà deserta. Lunedì l'assessore ai Trasporti, Daniele Borioli, porterà in giunta la delibera di indirizzo - che si basa anche sulle indicazioni favorevoli dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato - con il via libera alla liberalizzazione del servizio. Il Piemonte, a differenza di quanto fatto dall'Emilia Romagna, ha deciso di mettere a gara cinque lotti territoriali e uno, forse due servizi interpolari, per intenderci la tratta Torino-Milano. I primi ad andare a gara saranno il Piemonte Orientale (Vco e Novara), il Piemonte sud-orientale (Alessandria-Asti-Liguria) e il Piemonte sud occidentale (Cuneo/Liguria). E poi sarà messa a gara la Torino- Milano. La liberalizzazione sarà graduale e i bandi dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell'anno. I nuovi gestori potrebbero diventare operativi entro la fine del 2011. Al momento resta ancora incerto il destino del nodo di Torino e del sistema ferroviario metropolitano coordinato dall'Agenzia per la mobilità «perché è necessario capire che cosa accadrà sul fronte degli investimenti infrastrutturali, 300 milioni, legati alla realizzazione della Torino-Lione», spiega ancora Bresso. Per gestire questa fase di transizione - il vecchio contratto di servizio è scaduto nel dicembre 2007 e i collegamenti sono gestiti attraverso una sistema di proroga - la Regione offre a Trenitalia la firma di un contratto ponte per due anni. Spiega Borioli: «Le Ferrovie ci hanno offerto un catalogo che garantisce lo stesso livello di servizi attuale e che costa 263 milioni. Non abbiamo nessuna garanzia che il prezzo sia congruo perché non è stato certificato da un soggetto terzo». Aggiunge Bresso: «Introdurre il principio di concorrenza comporterà un miglioramento del servizio per i cittadini che sono vittime di abusi continui da parte di un gestore che ha affermato di non essere interessato alla gestione del trasporto locale perché punta tutto sull'alta velocità». Ma alla Bresso non basta avviare il processo di liberalizzazione. «Ieri - annuncia - ho cercato il ministro delle Infrastrutture perché intendiamo sollecitare il riconoscimento della nostra totale competenza sulle rete infrastrutturale locale. Il governo poi deve scorporare da Trenitalia le funzioni del trasporto locale in Piemonte perché noi vogliamo costruire una nostra società». Resta da capire che cosa faranno le Ferrovie. Da Roma l'ufficio stampa si limita a dire che è un diritto della Regione fare una gara internazionale. Al momento nessuno si sbilancia sulla possibilità di partecipare o meno al bando anche se resta difficile ipotizzare la sospensione del collegamento. Certo l'amministratore delegato, Mauro Moretti, non ha gradito l'attacco della Bresso perché si fa sapere non ci sono stati insulti e, soprattutto non corrispondono al vero le affermazioni della Bresso sul fatto che le Ferrovie siano disinteressate al trasporto locale e puntino solo all'Alta Velocità. Anzi si fa notare come buona parte del piano industriale punti proprio alla valorizzazione del trasporto locale «che sicuramente rende poco».