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Pescara, 22/06/2026
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Data: 11/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Tutti gli uomini della presidente. Diventano un cult i siparietti tra Obama, Murray, Clooney e la Pezzopane

«Obama si è comportato come un vecchio compagno di scuola, come un amico di sempre Ha carisma e grande umanità»

L'AQUILA. C'è Bill che tiene per mano Stefania, Bill che sfiora la guancia di Stefania, Bill che accarezza la treccia di Stefania, Bill che prende tra le mani il viso di Stefania, Bill che bacia Stefania. È la sequenza più «hot» del G8. Protagonisti un gigante di Hollywood Bill Murray e la presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane. Quelle foto hanno fatto scattare sull'attenti l'editorialista della Stampa Massimo Gramellini («È lei la mia first lady»); e ha incantanto il mondo dei media, assieme all'abbraccio tutto trasporto e simpatia che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha regalato a Stefania davanti alle macerie di piazza Duomo, facendo impazzire tutte le sue amiche (ma non il marito «lui non è geloso»).
Bill Murray, George Clooney, Obama: sono state 48 ore movimentate per lei, non è che adesso ci lascia e si trasferisce a Hollywood?
«Non, no resto qui, torno dai miei sfollati, ma certo sono state giornate piene di sorprese, di incontri inaspettati. Come quello con Obama. Non ci speravo proprio perché il protocollo era rigidissimo». E invece c'è stato quell'abbraccio.
«È stato un abbraccio così cordiale, così da compagno di scuola, da amico di sempre. Si è praticamente piegato per consentire al fotografo di scattare e quel gesto si è trasformato in un abbraccio unito a un sorriso che è un misto di carisma e di umanità. Ma non è vero come hanno scritto che gli ho detto "We are the champion" l'inglese lo so bene, ho detto "You are the champion"».
Reazioni?
«Uh! Sono seguite centinaia di messaggini e di mail di donne da tutto il mondo».
Poi c'è stato l'incontro con Clooney e Murray.
«Anche lì è scattata subito la simpatia. Sa, sono persone speciali, di grande cordialità e semplicità, persone prive di blasoni. Da loro c'è tanto da imparare».
Dalle foto Murray...
«È stata una cosa tipo Benigni con Berlinguer. Durante la cerimonia di inaugurazione del cinema a San Demetrio mi sono commossa e mi sono venuti i lucciconi. Poi mentre mi stavo avvicinando per salutare Clooney (con tutte le donne che mi dicevano "biacia Clooney per noi" è arrivato Murray e mi ha sussurato "Don't cry", non piangere, e mi ha dato un bacio da film. Poi ha continuato a scherzare per tutta la serata. Siamo stati insieme a cena, abbiamo cantato, Bill ha pure una bella voce...
Cosa avete cantato?
«Beh, Malafemmena e poi canzoni americane...»
Presidente, ora che il G8 è terminato pensa sia stata una buona idea farlo qui all'Aquila?
«Sul G8 all'Aquila sono stato subito d'accordo, anche in contrasto col centrosinistra. Ricordo che appena Berlusconi fece la proposta Bertolaso mi chiese un'opinione e io dissi che vedevo solo risvolti positivi, un'opportunità per tutto il mondo dell'informazione di prendere coscienza direttamente della nostra situazione. Credo poi che era giusto far vedere quello che siamo: un popolo che soffre ma che sa dare accoglienza, simpatia e sopratutto riceverla. Per esempio sarà difficile dimenticare Obama, un uomo così importante che arriva in piazza Duomo in maniche di camicia, con quegli occhi da bambino, sorridente e di una disponibilità stupefacente..»
E ora cosa succede?
«Si torna al lavoro nella speranza che questo G8 possa aiutarci. Certo mentro ero lì che vedevo partire Gheddafi o Barack con le loro limousine qualche pensiero ti viene in testa. E ora? ti chiedi. Ora dobbiamo occuparci del nostro futuro».

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