Il duello continua. Provincia, lo sconfitto sostiene di avere 72 preferenze in più non contate. Assistito da 3 legali si è rivolto al Tar L'Aquila
TERAMO. Un errore di trascrizione può rimettere in gioco il risultato delle provinciali. A denunciare la svista, ripetuta in più verbali compilati dai presidenti di seggio al termine dello spoglio, è l'ex presidente Ernino D'Agostino che tramite i suoi legali venerdì ha depositato il ricorso al Tar contro l'esito delle elezioni.
La vittoria al primo turno per soli 28 voti del candidato del centrodestra Valter Catarra sarebbe stata falsata dal mancato conteggio di preferenze attribuite solo agli aspiranti presidenti. E' questo l'ultimo motivo, che si aggiunge a quelli già illustrati nei giorni scorsi, per il quale il centrosinistra chiede di riaprire le urne. L'errore di trascrizione, secondo la coalizione perdente, sarebbe stato riscontrato in 9 seggi. «Ci siamo accorti che i dati riportati dai nostri rappresentanti di lista», sottolinea D'Agostino, «erano diversi da quelli elaborati dall'ufficio elettorale centrale».
Stando ai calcoli del centrosinistra, nei 9 seggi il presidente uscente avrebbe dovuto avere 72 voti in più, Catarra 20 in più ed Emanuela Di Giacinto sei in più. L'aggiunta di queste preferenze incide in modo determinante sul quorum per la vittoria al primo turno.
«Catarra per tre voti non supera il 50%"» spiega l'ex presidente «e così si andrebbe al ballottaggio». La svista ha condizionato il risultato perché l'ufficio elettorale, nella proclamazione ufficiale, ha tenuto conto dei dati erroneamente inseriti nei verbali. «E' probabile che questo tipo di problema si sia ripetuto in altri seggi», fa notare D'Agostino, «per cui i numeri potrebbero cambiare ancora».
Nel ricorso, firmato dagli avvocati Vincenzo Colaillo, Luigi Guerrieri ed Emilia Pulcini, vengono indicate anche altre ragioni che rendono necessaria la verifica da parte del Tar. A cominciare dalla richiesta di annullamento delle 303 preferenze attribuite ad Alfonso Di Sabatino, assessore comunale alle Finanze e candidato nel collegio Teramo 1, che sarebbe stato ineleggibile per il suo ruolo di revisore dei conti in Provincia. Altra irregolarità grave sarebbe stata la violazione della segretezza del voto nel seggio 1 di Cermignano, dove il posizionamento della cabina a ridosso di una finestra lasciata aperta è stata anche segnalata in una denuncia presentata alla procura e alla prefettura.