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Pescara, 22/06/2026
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12/07/2009
Il Centro
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«Ricostruzione, la città si mobiliti» Cialente: troppi ritardi e poche risorse, così non riusciremo a risollevarci |
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L'AQUILA. «A tre mesi da quella notte maledetta le reali dimensioni della tregedia che ci ha colpito emergono con sempre maggiore nitidezza e drammaticità. Troppi ritardi si stanno accumulando e le stesse scelte del governo - promesse a parte - sembrano sottovalutare la portata del disastro. Comincia così a serpeggiare la sensazione dolorosa, sì dolorosa, di essere abbandonati». Così ha esordito il sindaco Massimo Cialente, in una conferenza stampa convocata per lanciare un appello a tutti gli aquilani «ad unirsi e a triplicare gli sforzi per ricostruire insieme la città». «L'avvenimento del G8» ha detto «è stato molto importante. Ma questo evento ha finito per distrarci dall'emergenza. La nostra situazione è ferma a tre mesi fa. Parte della popolazione, (oltre 20 mila persone) vive nelle tende, un'altra più consistente è sulla costa dove in molti stanno anche cercando casa. E' una diaspora alla quale non vogliamo continuare ad assistere. Per questo siamo pronti anche a requisire le case sfitte e agibili, così da poter garantire un tetto ai nostri sfollati. E' già in corso un censimento, perché le casette in costruzione non basteranno. Sono circa 40 mila le persone senza casa e sarà necessario reperire almeno 11 mila alloggi, a fronte dei 3mila in costruzione. Siamo consapevoli che molti degli appartamenti sfitti hanno subìto dei danni lievi e che c'è bisogno, quindi, di accelerare le procedure per la sistemazione di tali abitazioni. Troppi i ritardi finora accumulati, tanto che solo qualche giorno fa - un mese dopo le ordinanze - siamo riusciti ad avere il prezziario per i lavori relativi alle lettere A, B e C. Comunque, una cosa è certa: con l'inizio dell'anno scolastico dovrà cessare il pendolarismo degli aquilani». In quanto ai criteri di assegnazione delle nuove case, Cialente ha spiegato che verranno favorite le famiglie con figli iscritti nelle scuole cittadine o quelle disponibili a prendere con loro gli anziani genitori. Quindi il j'accuse nei confronti degli «sciacalli che stanno speculando sui prezzi degli affitti dei negozi. Una situazione che mina la sopravvivenza della città. Noi destineremo un'ampia area agli insediamenti commerciali». Poi la questione «gravissima» delle risorse irrisorie messe in campo dal Governo (per ora solo 20 milioni di euro) e della restituzione delle tasse a partire dal prossimo gennaio. Una chiamata alla mobilitazione «per contrastare l'enorme disparità di trattamento tra chi ha subìto un terremoto all'Aquila e chi altrove. In Umbria e nelle Marche hanno restituito le tasse dopo 12 anni, in 120 mesi e con uno sconto del 60%. Per noi nulla di tutto questo. Finora» si è sfogato Cialente «ho assunto un atteggiamento istituzionale condividendo quello che poteva essere giusto per la città e assumendomi grandi responsabilità, ma la restituzione delle tasse che ci viene imposta è incredibile perché equivale a dire che a gennaio qui si torna alla normalità. Darei la mano destra perché questo fosse vero, ma così non è». Cialente ha poi aggiunto «di esser pronto a rafforzare la giunta per poter fronteggiare l'emergenza». E di voler creare sedi di consultazione permanenti con la presenza di tutti, senza distinzione di appartenenza, ma di non pensare a un governo di salute pubblica. «Stiamo vivendo una situazione senza precedenti. E' necessario che si trovi un modo nuovo per lavorare insieme alla nostra ricostruzione, a quello che sarà il più grande cantiere d'Europa. Altrimenti altri decideranno per noi». Infine il caso della rimozione delle macerie, con l'annuncio della presentazione di una relazione alla Procura.
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