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Pescara, 22/06/2026
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Data: 12/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il ritorno di sosta selvaggia, in centro è far west. Prima riapre la rampa, poi parcheggi sui marciapiedi, adesso auto in doppie e triple file per la gioia dei baristi

E' il trionfo dell' "attimino", la sosta preferita dai commercianti del centro, azionisti di riferimento della nuova amministrazione. L' "attimino" è l'alibi che consente di buttare auto, suv e scooteroni ovunque. Doppie file, preferenziali, piste ciclabili, marciapiedi, tutto è lecito in nome del business. Lo scandalo di viale Regina Margherita abbatte anche l'ultima barriera, quella del pudore. Gli ultimi cinquanta metri della strada, lato sinistro, dall'incrocio con via Mazzini fino a piazza Salotto, sono diventati il parcheggio privato dei clienti del bar Venezia. La colonna delle auto in sosta inizia la mattina presto, all'ora del cappuccino con cornetto, si infittisce in orario aperitivo, riprende per il caffè delle 16, raggiunge il top all'happy time, quando alla fila di sinistra si somma anche la regolare doppia fila sul lato destro della strada. Un cattivo andazzo cominciato, per la verità, negli ultimi comatosi mesi dell'amministrazione D'Angelo, consolidatosi nelle settimane franche della campagna elettorale, consacrato definitivamente dalla vittoria del centrodestra. I vigili urbani certo che passano, a piedi, in auto, moto o biciclette: cambia il mezzo di trasporto, non il risultato, entrambi gli occhi chiusi per la gioia del barista. E' questo l'ordine che piace alla nuova amministrazione comunale.
E' questo il "welcome" che piazza Salotto presenta, in piena stagione balneare, ai villeggianti di Pescara. E' questo il piano traffico della giunta Mascia-Fiorilli. La vera zona franca urbana eccola qui: affrancata dalle norme del codice della strada, che qualcosa pure la dicono in materia di sosta in corrispondenza degli incroci, sosta contromano e sosta in doppia fila, e dalle fatiche dei vigili urbani, altrove fin troppo solerti.
Un caso? No di certo, se si pensa al potere di condizionamento che le lobby balneari-commerciali hanno sulla nuova amministrazione: il primo grande tolleratore della privatizzazione di strade pubbliche, per le esigenze di sosta della movida notturna, è stato l'estate scorsa proprio il neo assessore al commercio Stefano Cardelli, nella tripla veste di esigentissimo presidente del Quartiere Castellammare, proprietario del Nettuno e leader dei balneatori. Chiara la visione della nuova giunta, fin dalle prime mosse: riaprire la rampa dell'asse attrezzato, incassando il genuflesso grazie del capo dei commercianti Ezio Ardizzi, uno abituato in passato a trattare i sindaci a manifesti con le pantegane; trasformare in parcheggi i marciapiedi della riviera nord; fare un pensierino sull'invito di Confcommercio di abolire la pista ciclabile sulla riviera. Per il momento è arrivato l'ok alla sua trasformazione in parchdeggio dei tir di Mtv. Ma domani è un altro giorno.


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