Tremano le abitazioni anche nella Marsica e in Valle Peligna
L'AQUILA. Due boati, poi la terra che torna a tremare con forza dopo che la mattina prima la 19º forte scossa dal 6 aprile di magnitudo 4 aveva causato crolli di calcinacci e muri a Roio Poggio, l'epicentro. E' accaduto a mezzanotte e 14 minuti: magnitudo 3.6, profondità 11 chilometri, epicentro L'Aquila. Gente in strada e in molti sono tornati a dormire in macchina. Ieri il fuggi fuggi c'è stato alle 10,38: pochissimi secondi, ma stesso terrore di sempre anche in città, dove le persone si sono riversate in strada. Gli ingegneri della Protezione civile, invece, sono corsi subito nel centro dell'Aquila per verificare la tenuta degli edifici storici puntellati o imbracati. Al termine del sopralluogo non sono stati segnalati altri cedimenti. Il terremoto di ieri mattina è stato avvertito anche ad Avezzano e negli altri centri della Marsica. Così come hanno tremato le case di Sulmona e della Valle Peligna. Dopo la scossa di magnitudo 4.0 i rilevatori dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato altri 45 movimenti tellurici. Tre quelli superiori a magnitudo 2.0 e riportati anche sul sito internet dell'Ingv. Tutti sono avvenuti nel distretto sismico dell'Aquilano e tutti sono stati avvertiti dalla popolazione. Il primo sisma ha avuto intensità 2.9 ed è avvenuto alle 12,54. L'altro è stato registrato alle 13,32 con una magnitudo di 2.3. L'ultimo segnalato dall'Ingv si è verificato alle 16,11 con una intensità di 2.4. Prima della scossa più forte, invece, gli eventi sismici superiori a magnitudo 2.0 sono stati cinque. Il primo quattro minuti dopo la mezzanotte. La terra ha ripreso a tremare con una intensità superiore rispetto ai giorni del G8, quando le scosse si erano rivelate di debole intensità. Il primo giorno del vertice la terra aveva tremato una trentina di volte. Il 9 luglio le scosse segnalate dall'Ingv sono state quattro, così come l'ultimo giorno dell'incontro fra i capi di Stato e di governo. Il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, e il direttore del Centro terremoti dell'Ingv, Giulio Selvaggi, hanno più volte ripetuto che le scosse nell'Appennino centrale andranno avanti per mesi. Finora sono state oltre 32mila quelle registrate dal 6 aprile. Poco più di 1.500 quelle avvertite dalla popolazione. Nella Scuola della Finanza a Coppito rimarrà allestita la sala sismica. Il 3 luglio, a pochi giorni dall'inizio del G8, c'era stata la scossa di 4.1 e questo aveva spinto la Protezione civile e l'Ingv a potenziare il servizio.