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Data: 13/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Magnitudo, i nuovi episodi svelano la bugia del 6 aprile

L'AQUILA - Sbagliano gli altri. E così, con un documento ufficiale trasmesso all'Ansa il 6 maggio, i sismologi dell'Ingv archiviarono il "giallo della magnitudo". Nessun dubbio, per gli scienziati: «La localizzazione e la stima della magnitudo dell'Ingv è per i terremoti italiani la migliore che possiate trovare». Si discuteva allora, e parecchio, sulla cifra assegnata alla scossa del 6 aprile: il 5,8 di magnitudo Richter, difeso con i denti dal nostro Istituto di geofisica e vulcanologia, contrastava con il 6,3 omologato dalle maggiori stazioni internazionali, dalle americane Usgs e Cmt di Harvard fino all'European-mediterranean seismological centre. Tutti concordi nell'assegnare al terremoto aquilano il grado 6.3 della scala Richter. Le discrepanze di valutazione registrate tra Ingv e altri enti, come lo United states geological survey dipendono secondo i cervelloni italiani, dall'uso di «misure sbagliate su dati che sicuramente sono diversi in partenza». La stima dell'Ingv, è la spiegazione scientifica, è basata su una rete che copre frazioni di chilometri.
Passano altri due mesi e i numeri si incaricano di smentire questa versione. Alle 10,38 di ieri l'ultima conferma. All'Aquila è di nuovo panico per una forte scossa: 4.0 dicono in maniera concorde le stime dell'Ingv e dell'European-mediteranean seismological centre. Rete e distanza dall'epicentro non influiscono sulla valutazione del fenomeno. E' andata così anche alle 13,03 di giovedì 3 luglio, per la scossa di 4.1 Ricther che ha messo in pericolo persino la celebrazione del G8. Il report ufficiale dell'Ingv è chiaro: «Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.1 è avvenuto alle ore 13.03.07 italiane del giorno 3 luglio 2009. Il terremoto è stato localizzato dalla rete sismica nazionale dell'Ingv nel distretto sismico: Aquilano». Nessun conflitto con stazioni più lontane. Quattro punto uno dice anche il centro euromediterraneo Emsc, istituto internazionale di riferimento per l'area. E la medesima stima viene messa in rete da un report della sezione bolognese dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Particolare importantissimo perchè anche Ingv Bologna classificò la scossa del 6 aprile con 6.2 di magnitudo locale e 6.3 di magnitudo momento. Lo scarto di mezzo grado del 6 aprile, un'enormità in valore assoluto considerando che tra un grado e l'altro della scala Richter c'è una differenza di energia liberata di trenta volte, non esiste più a luglio. Ed esisteva in misura minima undici giorni prima, il 22 giugno, quando lo sciame sismico aquilano ha fatto registrare la più importante ripresa di intensità. La scossa di 4.5 delle 22.58 è registrata nell'archivio dell'Emsc con il valore di 4.7.
Il temutissimo Usgs, l'istituto statunitense di sorveglianza geologica, non si occupa delle ultime scosse aquilane. Ma non ha dubbi riguardo al terremoto del 6 aprile: magnitudo 6.3.

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