La partenza è puntuale ma l'arrivo a Pescara sfora di trenta minuti
LANCIANO. Mentre la "vecchia" automotrice 776, trasporta i passeggeri da Lanciano a Pescara, il "nuovo" Lupetto, costato 4 milioni di euro, resta fermo nella stazione di via Bergamo. E' la scena alla quale assiste in questi giorni una trentina di pendolari che, stanca di dover viaggiare su un treno sporco, privo di aria condizionata e che arriva con 20 minuti di ritardo, alza la voce: «A causa del ritardo rischiamo di perdere il posto di lavoro».
Le lamentele, dirette alla società di trasporto Sangritana, arrivano dal gruppo di pendolari dopo l'ennesimo viaggio fatto, raccontano, sotto il sole rovente e senza aria condizionata, l'ennesimo ritardo, e soprattutto l'ennesimo richiamo sul posto di lavoro. Portavoce del gruppo è A.L., impiegato lancianese, che, assieme ad altri ogni mattina sale sul treno delle 7.52 diretto a Pescara, per andare in ufficio, con una speranza: arrivare in orario, viaggiando sul Lupetto, pulito e dotato di aria condizionata.
Speranza che puntulamente si infrange perché a lasciare la stazione è la locomotrice diesel 776.
«Questa mattina (ieri, per chi legge) ho rischiato di perdere il posto di lavoro a causa di un ritardo di 30 minuti del treno, che è sporco e rovente» racconta A.L.
«Fa rabbia pagare 100 euro per l'abbonamento mensile e avere dei disservizi. Fa rabbia soprattutto vedere il Lupetto, pagato milioni di euro, fermo nella stazione».
Negli ultimi giorni i pendolari raccontano che anziché alle 8.36, il treno è arrivato a Pescara alle 9 e che, ogni volta che chiedono spiegazioni sui ritardi e sul mancato utilizzo del Lupetto, gli addetti nella stazione hanno risposte diverse. «Questa volta hanno detto che il Lupetto era fermo perché dei ragazzi dovevano vederlo in quanto oggetto di una tesi di laurea», riferisce sempre A.L. «Che sia vero o meno, non è giusto avere mezzi nuovi fermi nella stazione e far viaggiare le persone su treni sporchi e di vent'anni fa».