Abbiamo le carte in regola per diventare un approdo sicuro delle grandi imbarcazioni
ORTONA. Due colpi di sirena intensi e brevi per salutare la città, poi l'Aquamarine e l'Orient Queen lasciano il porto di Ortona per tornare al loro servizio di vacanze sul mare. Ieri, alle 14, la partenza delle due grandi navi che hanno ospitato le forze dell'ordine impegnate nel G8.
Sotto lo sguardo di tanti curiosi affacciati lungo la Passeggiata Orientale, le due imbarcazioni sono filate via. Cosa resta alla città di questa esperienza? Sicuramente, il giudizio positivo espresso dai comandanti e dagli equipaggi sul porto, i servizi marittimi e di collegamento con la città e, infine, sulla buona accoglienza che gli ortonesi hanno saputo offrire ai numerosi ospiti. «Lo scalo marittimo ha le carte in regola per diventare un approdo sicuro per navi da crociera, sia per la capacità di accoglierle senza problemi, sia per le bellezze naturalistiche e culturali di questo posto incantevole, che non mancheremo di segnalare alla nostra compagnia Louis Cruise lines, anche perché siamo sempre in cerca di nuove rotte e mete turistiche», commenta il comandante dell'Aquamarine battente bandiera greca, nel corso di una visita a bordo del comandante della Direzione marittima Abruzzo-Molise Antonio Basile, del comandante di porto Giuseppe Famà e del comandante in seconda, Angelo Capuzzimato. Durante l'incontro, i vertici portuali di Pescara e Ortona hanno donato ai comandanti delle due navi da crociera dei crest come ricordo dell'esperienza ortonese e dei prodotti tipici abruzzesi. Inoltre, sono stati consegnati la nuova guida «Cammino dell'apostolo Tommaso», confezionata appositamente per il vertice mondiale, la brochure «Le rotte delle reliquie» e altro materiale di promozione turistica. Ci sono state visite guidate sulle imbarcazioni, in particolare sull'Aquamarine, 23mila tonnellate di stazza, lunga 194 metri, larga 24, capace di ospitare fino a 1168 passeggeri. In pratica, una vera e propria cittadina galleggiante dotata di tre ristoranti, pub irlandese, bistrò, discoteca, biblioteca e internet point, campi di pallavolo e basket, piscina, sauna, centro relax e perfino di un ospedale. L'equipaggio è di 388 unità composto da 20 nazionalità diverse e di un'età compresa dai 19 ai 45 anni. Un po' meno accessoriata l'Orient Queen battente bandiera delle Isole Marshall, anche se altrettanto lussuosa, 15.781 tonnellate di stazza, lunga 160 metri, larga 22, per una capienza di 912 passeggeri. «I nostri fondali hanno una profondità sufficiente da consentire l'entrata in porto di imbarcazioni di questa stazza senza nessuna difficoltà» sottolinea Famà, «il porto ha saputo gestire al meglio questa situazione con un movimento di mille uomini e di centinaia di mezzi ogni giorno. Sarebbe in grado di sostenere anche l'arrivo delle navi passeggere con un intervento all'imboccatura che migliori le manovre di ancoraggio e la sicurezza».
L'altro ieri, si è tenuta una cena di arrivederci sull'Aquamarine alla quale hanno partecipato il sindaco Nicola Fratino, il presidente del consiglio comunale Remo di Martino e le autorità marittime. In quella occasione, gli armatori delle imbarcazioni hanno ribadito il proprio interesse all'approdo ortonese, per il Comune rivierasco e per l'Abruzzo, dando così un incoraggiamento alla politica di investimenti sul porto, che ruota soprattutto intorno a quei 96,5milioni di euro previsti da un accordo Stato-Regione. Fondi senza i quali non sarà possibile nessun programma di potenziamento dello scalo marittimo.