C'è poco da aggiungere. Quando un vigile urbano intima ad un pedone sul marciapiede di accelerare il passo e di spostarsi per permettere alle auto di circolare meglio, si è davvero al limite dell'assurdo. E' quel che accade sulla riviera nord da quando gli ampi marciapiedi lato mare sono stati trasformati in parcheggio, per la gioia dei balneatori, lobby molto influente sulla nuova amministrazione comunale. Lo ha raccontato Loredana di Paola, dell'associazione Marelibero, che ieri mattina si è recata a palazzo di città per presentare al sindaco Luigi Albore Mascia la petizione, sottoscritta da 500 pescaresi, per la revoca dell'ordinanza con cui il marciapiede della riviera nord è stato trasformato a tutti gli effetti in una terza corsia. Cinquecento firme non sono né tante né poche, sono però molte di più delle sette persone che, secondo il neo assessore al traffico Berardino Fiorilli, hanno protestato contro il parcheggio vista mare. «Domenica siamo andati sul quel tratto di lungomare per raccogliere firme - ha raccontato la Di Paola -. Quando ho chiesto al vigile cosa fare, perché sul marciapiede non ci stavamo tutti e le auto non riuscivano a passare, mi ha risposto di spostarci, perché sono loro ad avere la precedenza. Ma il marciapiede, come spiega l'etimologia della parola, non dovrebbe essere il regno dei pedoni, mamme e carrozzini e disabili?».
E se è vero che il codice della strada permette alle auto di sostare sui marciapiedi, in presenza di determinati requisiti che comunque mancano sulla riviera nord, Marelibero, Wwf e Critical Mass non fanno sconti. La richiesta è di non permettere a nessun tipo di veicolo di parcheggiare né transitare sui marciapiedi. «Il nostro appello non ha colore politico - sottolinea Augusto De Sanctis del Wwf -. La nostra è una città malata di smog e sta al sindaco, responsabile della sanità pubblica, intervenire per difendere i diritti dei cittadini e avvicinarli alla sfida che tutti i paesi avanzati stanno lanciando a favore della mobilità sostenibile». Le soluzioni? Potenziare le pista ciclabili, servizi di bus navetta e parcheggi di scambio.
Per sapere cosa ne pensa il sindaco bisognerà aspettare, però, dato che ieri non ha potuto ricevere i rappresentanti delle associazioni ambientaliste che comunque, stamattina, si recheranno dal prefetto e, se non dovessero esserci ripensamenti sull'ordinanza, faranno ricorso al Tar. Nel frattempo, con molto buonsenso, l'assessore al traffico Berardino Fiorilli ha fatto sapere di essere disposto ad aprire un dialogo, ha ribadito che quella delle auto sui marciapiedi è una soluzione tampone. Ha aggiunto che l'amministrazione si è già attivata per reperire ulteriori parcheggi sulla riviera nord e che comunque si sta lavorando per la messa in sicurezza di quel tratto di marciapiede.
Qualcosa si muove, invece, sull'altro fronte caldo del traffico: i parcheggi selvaggi su viale dei Pini. Ieri, dopo le denunce de Il Messaggero, le auto in sosta sul lato sinistro sono miracolosamente scomparse. Non è comparsa, invece, la striscia di vernice bianca che consentirebbe, stando alla balbettante giustificazione dei vigili, di impedire la sosta ope legis. Data per buona la versione secondo cui è impossibile multare auto in assenza di segnaletica orizzontale - ma su via dei Pini le macchine sostano impunite anche a pochi centimetri dagli incroci e sulle strisce pedonali - sarebbe il caso di far intervenire i pittori. Ieri invece i lavori per la segnaletica stradale erano regolarmente in corso in via Gobetti, agli antipodi dello scandalo di via dei Pini.