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Pescara, 22/06/2026
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Data: 14/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Cgil attacca Catarra sulla stabilizzazione dei precari. Marcattili: « E' inaccettabile il cambiamento di regole, così il presidente della Provincia va contro i dettami di Brunetta»

Valter Catarra nel mirino di sindacati e di D'Agostino, per storie di precariato e per mancate reazioni a milioni di euro di fondi di sviluppo che volano verso altri lidi. Viene tacciato addirittura di "arroganza" da Amedeo Marcattili della Fp Cgil, quando questi ricorda al notareschino i vari tavoli disertati malgrado reiterati inviti. Gli si rinfaccia la sorte di 41 dei 60 precari di Via Milli che, ai fini della stabilizzazione, non avendo ottenuto i 18 mesi di proroga necessari, bensì solo sei, potranno pertanto dire addio ai sogni di gloria di un'assunzione. Precari tra l'altro impiegati in centri vitali dell'ente: «La stabilizzazione - si sgola Monia Pecorale della Fp Cgil - non deve rappresentare un'elemosina ma piuttosto un risarcimento per gli anni passati come co.co.co, con stipendi bassi e malgrado tutto con un apporto professionale pregevole ed utile; questi lavoratori hanno diritto a fare vertenza che regolarmente verrà vinta». La Cgil chiede quindi che vengano rispettati i patti precedenti che contemplavano «il ripristino della procedura della programmazione verticale e la visione degli accordi del luglio 2006». «E' inaccettabile questo cambiamento di regole: Catarra va contro i dettami stessi di Brunetta» continua Marcattili che, nell'ottica stabilizzatrice, chiede al presidente di comportarsi come fecero a suo tempo Chiodi o Morra, con un approccio ben differente. Altra stilettata è riservata al contratto non rinnovato dei 14 ragazzi della Tercoop: «Tutto ciò mentre lui assumeva dei lavoratori» conclude amaro Marcattili. Ma le bordate verso il neo presidente non finiscono qui. Questa volta ad intervenire è l'ex D'Agostino (ora alla testa del gruppo consiliare del Pd in Provincia) che porta all'attenzione «il silenzio assordante» della nuova giunta sulla sottrazione dei fondi comunitari (Fesr, Fse, Pit ed anche Fas) già sottoscritti dalla regione Abruzzo per 10 mln di euro «stornati verso le aree colpite dal sisma, su cui invece - la stessa Pezzopane conviene con noi - dovrebbero insistere i fondi straordinari e non quelli di sviluppo». Grana che a Teramo mette in forse il prolungamento della stazione, la cabinovia, le piste ciclabili, 26 impianti fotovoltaici nelle scuole.



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