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Pescara, 22/06/2026
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Data: 16/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inflazione, in quattro città a giugno è sotto zero. A Milano e Venezia in un anno i prezzi arretrano dello 0,1% come in Eurolandia. Alimentari +1,9%

ROMA - Per le famiglie italiane la spesa di tutti i giorni costa più o meno come un anno fa. I prezzi confermano infatti il forte rallentamento della corsa, segnando un +0,5% rispetto a giugno 2008 (da +0,9% di maggio): per I prodotti ad alta frequenza, in sostanza la spesa di tutti i giorni, l'incremento è ancora più contenuto e pari allo 0,2%. A Milano, Venezia, Trento o Aosta, poi, l'inflazione non è più un problema, visto che è addirittura scesa sottozero, come in Eurolandia (-0,1%).
Confermando il dato diffuso 15 giorni fa, l'Istat ha così confermato che il carovita è tornato ai livelli del settembre 1968 (+0,4%), un vero e proprio record, purtroppo dovuto alla crisi. Forte è la flessione della voce trasporti, che su base tendenziale è scesa del 3,9%: scendono i prezzi dei biglietti aerei (-18,9% su anno e -4,6% su mese), mentre aumentano quelli dei treni (rispettivamente +6% e +1,4%). I carburanti mantengono forti flessioni tendenziali (-14% per la benzina e -27% per il gasolio), ma nell'ultimo mese hanno registrato un vero balzo, con la verde in aumento del 6,4% rispetto a maggio e il diesel a +2,2%, che porta la voce trasporti in crescita dello 0,9% rispetto a maggio. Prosegue la discesa delle comunicazioni (-0,9%), dove i prezzi dei telefoni cellulari segnano una flessione del 7,6% su maggio e del 13,7% su giugno 2008, e le spese per la casa (-0,1% su anno).
Nel carrello della spesa, però, finiscono soprattutto gli alimentari, che offrono il contributo maggiore (60%) al pur limitato aumento annuo dell'inflazione. Rispetto a giugno 2008, l'intero comparto cresce dell'1,9% (da +2,4% del mese precedente), mentre su maggio 2009 si registra una flessione dello 0,1%: continua il raffreddamento dei prezzi di pane e pasta, protagonisti la scorsa estate di una corsa senza precedenti. Il rincaro del pane, su base annua, si attenua da +1,1% a +1%, mentre quello della pasta passa da +4,8% a +2,2%. Si tratta comunque di due aumenti sostenuti rispetto al resto dei prodotti del paniere.
I tabacchi restano sono in aumento del 5,6% su anno, le spese per l'affitto salgono del 3,6% su giugno 2008 e rimangono invariate rispetto a maggio 2009, come anche i trasporti urbani (+2,3% su anno). Gli stabilimenti balneari costano poco più dell'anno scorso (+0,9%), i pacchetti vacanza tutto compreso restano invariati (sempre su anno), gli alberghi mostrano una flessione tendenziale del 2,6%.
Per la prima volta da molto tempo, quindi, in alcuni importanti centri urbani l'inflazione scende addirittura in territorio negativo: a Milano e Venezia il tasso annuo è pari a -0,1%, mentre ancora più decisa è la flessione di Trento (-0,3%) e Aosta (-0,5%).
Secondo Adusbef e Federconsumatori, si tratta della «ennesima riprova della situazione disastrosa» dell'economia, chiedendo al governo di detassare le famiglie a reddito fisso. Protesta la Coldiretti che segnala: «L'aumento tendenziale dei prezzi degli alimentari dell'1,9% è stato quasi quattro volte superiore il valore medio dell'inflazione a giugno, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 16% a giugno, secondo Ismea».E scarica la "colpa sul commercio. «L'utile netto degli imprenditori del commercio al dettaglio più ingrosso replica Confcommercio è di appena 9 centesimi per un euro speso dal consumatore finale». E la polemica prosegue.



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