PESCARA. La «questione morale», sollevata solo pochi giorni fa da Gianni Teodoro per la presenza nella maggioranza di consiglieri indagati e per giustificare, quindi, il suo mancato ingresso nella giunta, è stata superata. L'accordo, raggiunto mercoledì sera tra il Pdl e la Lista Teodoro, ha cancellato d'incanto i dubbi. Così, ieri il sindaco, Luigi Albore Mascia, ha potuto finalmente nominare Teodoro suo dodicesimo assessore. A convincerlo saranno state le deleghe pesanti, la vice presidenza del consiglio per il suo collega di partito, Massimiliano Pignoli, o gli incarichi in alcuni enti, smentiti però dal Pdl? Chissà. Sta di fatto che ora Teodoro si dovrà occupare di lavori pubblici, infrastrutture portuali e aeroportuali, Demanio marittimo, programmi in accordo con i Comuni limitrofi, arredo e verde urbano, polizia municipale. «Dopo il fidanzamento, siamo arrivati al matrimonio», dice soddisfatto il sindaco. «Quanto è costato a Teodoro ammainare la bandiera della questione morale», si chiede il consigliere del Pd, Antonio Blasioli.