L'aritmetica gli assegna il ruolo più scomodo: dodicesimo uomo, come dire il portiere di riserva o il pubblico seduto in tribuna. Una beffa, per lui che si era ritagliato il ruolo della Carla Bruni di noialtri, mai in giunta con gli altri, intruppato come le first lady in visita alle macerie dell'Aquila. E' arrivato per ultimo, Gianni Teodoro, appena un giorno prima del debutto ufficiale della giunta Albore Mascia nel consiglio comunale di oggi, e il suo sì lo ha fatto pesare come una vera diva. In compenso, ieri mattina in Comune, i riflettori erano tutti per lui, il teddiboy che torna all'ovile dopo il patto di Carsoli e l'appoggio alla prima giunta D'Alfonso nella quale ha vestito i panni molto in ombra del numero due. Era tutto scritto da giorni, da quando il sindaco Luigi Albore Mascia, con molta pazienza di fronte alle dichiarazioni di guerra di Teodoro («Andrò all'opposizione», dichiarò l'otto luglio a Il Tempo, affermazione smentita solo ieri, fuori tempo massimo), decise di varare una giunta a undici tenendo per sé le deleghe-zuccherino destinate al teddiboy: lavori pubblici, porto e grandi infrastrutture, polizia municipale, manutenzione del verde. Un'offerta impossibile da rifiutare, anche se l'ambizione era rientrare in giunta con i galloni del vice. Condizione francamente inaccettabile per il Pdl, che vuole dare un forte segno di discontinuità con l'era D'Alfonso. Teodoro ha resistito fino all'ultimo, ma sostanzialmente porta a casa un accordo onorevole, che a prescindere dal rango gli garantisce la medesima delega controllata da vice sindaco e molto di più. In aggiunta c'è il posto di vice presidente del consiglio comunale per il fedelissimo Massimiliano Pignoli, il riconquistato seggio da presidente di quartiere per il fratellino Piernicola. In base alla "promessa di Celano", l'accordo con il numero uno del Pdl Filippo Piccone che ha cancellato il patto di Carsoli, manca all'appello soltato il più grande dei teddiboy, Maurizio, mancato consigliere regionale, in possesso di una cambiale per un posto nel sottogoverno della giunta Chiodi. Ieri Maurizio era l'unico a sedere in posizione defilata durante l'intronizzazione del fratello: i giorni passano, le nomine più pesanti sono già andate e la sua casella è ancora vuota. Pressante il marcamento di Pastore, che con un certo fastidio nega l'esistenza di accordi con il teddiboy numero uno. Mascia, invece, è tutto languidezze per Gianni Teodoro: «Dopo un lungo fidanzamento siamo finalmente sposi». E lui ricambia con gaffe, ringraziando nell'ordine: Pastore, Sospiri e il sindaco innamorato. Assolo di violini e scritta "the end".