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Pescara, 22/06/2026
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Data: 17/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Pendolari e disperati. Parlano gli sfollati: «Ore in pullman, l'Arpa non ci dà una mano» Da Giulianova all'Aquila ogni giorno all'alba

GIULIANOVA. Ormai li chiamano i pendolari del terremoto. Per loro il sisma non si è mai fermato perché ogni mattina, dalla costa, devono essere all'Aquila, puntuali, sul loro posto di lavoro, ora anche con un caldo asfissiante. Tra tanti problemi, ne hanno anche un altro legato proprio al raggiungimento del capoluogo abruzzese con ritorno all'imbrunire sulla costa. Dicono che l'Arpa non li aiuta, in particolare per il viaggio della sera quando il pullman effettua tutte le fermate possibili. Quasi tredici-quattordici ore di "missione" all'Aquila. Una testimonianza ci viene da Clara D'Alessandro del quartiere Santa Barbara, dipendente di una compagnia di assicurazioni: «Siamo arrivati a Giulianova il 7 aprile sera, avevamo addosso solo il pigiama, sporchi e disperati. Siamo partiti a malincuore con mio padre invalido, mia madre e tre figli di cui una di due anni e mezzo. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per andare all'Aquila, prendo il bus delle 6,50 che parte dalla stazione di Giulianova. Prima del sisma lavoravo in piazza Duomo, ora sono in un container in viale Corrado IV. Mia figlia piccola Mariasole è sempre con la nonna e quando sul tardi ci rivediamo mi chiede sempre: mamma quando torniamo a casa nostra? All'Aquila abbiamo una casa da demolire con mutuo da pagare. Ho potuto riprendere solo alcune cose. Vedremo se L'Aquila avrà la forza di tornare a vivere, il mese di settembre sarà un vero e proprio banco di prova». Anche per Marco Panepucci (dipendente presso un'industria del legno), residente nel quartiere Torretta, l'odissea inizia alle 6,20, con colazione al sacco, ritorno intorno alle 19. Spese di viaggio con auto privata condivise con un amico: il pullman arriverebbe troppo tardi rispetto all'inizio del lavoro. Tra i viaggiatori giornalieri c'è anche Maria Luisa Antonucci (dipendente presso l'Archivio di Stato), residente nella frazione di Pettino: «Parto alle 6,50 e ritorno alle 20. La mia abitazione ha ricevuto molti danni. Non ho più paura, anche se questo stato di cose mi sta davvero distruggendo». Ombretta Fante (consulente, libera professionista) è residente a Genzano di Sassa. Raggiunge il posto di lavoro partendo alle 7,45 da Giulianova dove fa ritorno intorno alle 20, a volte anche più tardi: «La casa dove sarei dovuta andare a vivere è da abbattere. Non so proprio cosa fare. Ho una bambina di quasi sei anni che frequenterà scuola a Giulianova. Come un incubo sogno il terremoto ogni notte». Tutti i pendolari, indistintamente, chiedono un intervento dell'Arpa per avere due distinte "corse dirette" per il ritorno dall'Aquila. Una per le ore 14,30 ed un'altra per le ore 18,00 in modo da coincidere quanto più possibile con le esigenze dei lavoratori.

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