Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/06/2026
Visitatore n. 755.224



Data: 17/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensioni: ok di Cisl e Uil, fredda la Cgil. L'Ue: «Bene alzare l'età pensionabile delle donne». Sacconi: «Ma non lo faremo per i privati»

ROMA La Cisl e la Uil apprezzano le ultime scelte del governo in materia di pensioni. La Cgil molto meno, anzi le giudica «inaccettabili». Ieri Sacconi, Tremonti e altri ministri hanno illustrato ai sindacati la mini-riforma della previdenza appena avviata. Le misure da introdurre sono due: l'aumento dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego; lo slittamento (di qualche mese) delle uscite per chi maturerà il diritto alla pensione a partire dal 2015.
Le finestre. La norma scritta dal governo prevede un allungamento dei tempi d'attesa per i lavoratori che hanno raggiunto il diritto alla pensione. Per il meccanismo delle "finestre" d'uscita, oggi chi è arrivato all'età giusta per smettere di lavorare può trovarsi ad aspettare fino a un anno (un anno e mezzo per gli autonomi). Se sarà approvato l'emendamento del governo, il periodo di attesa può essere spostato di altri tre mesi, quindi il tempo d'attesa massimo diventerebbe 15 mesi. Ma, come ha segnalato ieri il ministro Maurizio Sacconi, lo slittamento «è una misura solamente eventuale». La decisione definitiva verrà presa nel 2015, e sarà legata all'andamento demografico del paese. Se nei prossimi cinque anni l'aspettativa di vita media degli italiani restasse invariata, non ci sarebbe più bisogno di chiedere un sacrificio ai pensionandi. Si tratta evidentemente di un discorso molto teorico, anche se il ministro fa notare che «l'aspettativa di vita si sta un po' riducendo per la componente immigrata, o la parte anziana di essa».
Le donne. Come ampiamente previsto, l'emendamento del governo prevede un graduale innalzamento dell'età della pensione per le lavoratrici del pubblico impiego. Dall'anno prossimo potranno smettere di lavorare a 61 anni (anziché 60), poi dal 2012 l'asticella si alzerà a 62 anni, e così via per gradini biennali fino ad arrivare a 65 anni nel 2018. Ieri Sacconi ha escluso «nel modo più assoluto» che l'equiparazione pensionistica fra uomo e donna possa essere estesa ai privati.
L'Ue. La modifica è stata pensata per rispondere alla sentenza della Corte di giustizia europea, che ha giudicato iniquo il sistema previdenziale italiano. Il primo commento giunto da Bruxelles è interlocutorio («abbiamo appreso dai giornali delle nuove norme e non conosciamo i dettagli»), ma il commissario Ue agli Affari sociali Vladimir Spidla ha anche aggiunto, per bocca del suo portavoce, che l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne «è un passo che accogliamo con favore».
I risparmi. Dall'innalzamento dell'età pensionabile per le statali il governo si aspetta di ottenere delle economie. Ieri il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha ripetuto la cifra di 2,5 miliardi. In realtà secondo le stime della Ragioneria (peraltro abbastanza ottimistiche) i risparmi sarebbero il primo anno di appena 120 milioni e arriverebbero a 350 milioni nel 2012. Il numero di Brunetta è probabilmente la somma di tutti gli (eventuali) risparmi accumulati fino al 2020.
I sindacati. Le critiche più dure alle iniziative del governo sono venute dalla Cgil: per Morena Piccinini si tratta di norme «inaccettabili» che creano «un sistema iniquo e non sostenibile socialmente». Maurizio Petriccioli della Cisl invece ha espresso «apprezzamento al governo riguardo alla possibilità di confronto e di dialogo». E Domenico Proietti della Uil definisce la norma sulle finestre «un utile contributo per la stabilizzazione del sistema». Marco Paolo Nigi della Confsal considera «le proposte governative una buona base di discussione». Renata Polverini, segretaria dell'Ugl pensa che l'intervento sul pubblico impiego «lascia insoluti ancora molti problemi legati soprattutto alla famiglia».
I partiti. Pierluigi Bersani del Pd contesta la procedura seguita dal governo: «La riforma delle pensioni è un tema che merita una discussione che non avremo». Anche Barbara Saltamartini del Pdl considera «assolutamente riduttivo esaurire l'argomento donne e lavoro con il solo emendamento» del governo.



www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it