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Data: 18/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fiat, ok di Cisl e Uil no della Cgil. Epifani: mobilitazione in autunno

ROMA - Via libera di Fim e Uilm all'intesa sul premio di risultato alla Fiat da 600 euro che la Fiom ha invece rifiutato in maniera netta. Il negoziato - afferma un comunicato Fim e Uilm - è stato caratterizzato dall'iniziativa unilaterale della Fiat che da gennaio pagava con riserva la quota mensile del premio già concordato nel 2006. L'accordo - secondo i due sindacati - risolve questa situazione e per la prima volta garantisce la piena erogazione della quota di luglio anche ai lavoratori in cassa integrazione. La Fiom però non ci sta e va all'attacco. «È necessario - spiega Rinaldini della Fiom - che ai lavoratori venga dato per intero il Premio di Risultato annuale. E' insufficiente la cifra decisa unilateralmente dall'azienda». La Fiat esprime rammarico per l'accordo separato, mentre Rinaldini se la prende con Cisl e Uil. «Quello siglato a Roma è uno strano accordo separato, realizzato a fronte di una decisione della Fiat che avrebbe comunque dato unilateralmente ai lavoratori 600 euro invece dei 1.100 del Premio di Risultato annuale», spiega Rinaldini, secondo il quale «le altre organizzazioni sindacali hanno chiesto di poter sottoscrivere la scelta unilaterale dell'Azienda.
La Fiom, prosegue una nota, «considera insufficiente la corresponsione di 600 euro e ribadisce la necessità che, alle lavoratrici e ai lavoratori Fiat, venga corrisposto per intero il Premio di Risultato annuale». Accanto alla Fiom scende in campo Epifani che un autunno caldo, «difficile». Il segretario generale della Cgil ribadisce che «non c'è simmetria tra l'inizio della risalita e i problemi dell'occupazione». E annuncia una mobilitazione: «in autunno riprenderemo la nostra iniziativa», focalizzandola su tre temi: «la crisi, l'occupazione e la politica industriale». Sui tempi e le forme deciderà il comitato direttivo nei prossimi giorni, premette il leader del sindacato di Corso d'Italia, sperando che «alcune mobilitazioni si possano gestire in forma unitaria». Comunque, «se questo non sarà possibile, continueremo la nostra mobilitazione, segno della giustezza della nostra impostazione».

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