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Pescara, 28/04/2026
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18/07/2009
Il Centro
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Di Biase presidente, il Pdl si spacca sul voto. In aula non regge l'accordo nella coalizione, l'esponente dell'Udc eletto con l'aiuto del Pd |
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Prima seduta del consiglio comunale. Scontro sul caso Teodoro, poi il via libera al programma del sindaco per il futuro della città PESCARA. Centrosinistra e centrodestra che litigano sul caso Teodoro. Maggioranza e opposizione che si spaccano sull'elezione di Di Biase alla presidenza. Il Pd che attacca il sindaco sul programma di mandato. E' accaduto di tutto, ieri, nella prima seduta del consiglio. Era stata convocata per procedere alla convalida degli eletti, all'approvazione delle Linee programmatiche del sindaco e all'elezione del nuovo ufficio di presidenza. Ma la riunione, presieduta da Lorenzo Sospiri (Pdl) in qualità di consigliere più votato, sin dalle prime battute, ha fatto registrare un dibattito accesissimo tra maggioranza e opposizione. E non sono mancati riferimenti alle vicende giudiziarie dell'ex sindaco, D'Alfonso. Al termine della seduta, durata ben otto ore - in cui si è svolta anche una protesta delle associazioni ambientaliste contro i parcheggi sui marciapiedi della riviera - c'è stata la sorpresa del centrodestra, che si è diviso sull'elezione alla presidenza del consiglio comunale di Licio Di Biase (Udc), facendo così saltare un accordo raggiunto pochi giorni fa tra le forze della coalizione sulla spartizione delle poltrone in giunta. Di Biase è stato poi eletto anche con i voti del Pd. Ecco la cronaca della giornata. LITE SUL PROGRAMMA. La riunione è cominciata con Fausto Di Nisio (Idv), che ha sollevato una pregiudiziale per un presunto ritardo nella consegna ai gruppi consiliari delle Linee programmatiche del sindaco. Enzo Del Vecchio e Camillo D'Angelo (Pd) sono arrivati a chiedere ad Albore Mascia di ritirare la delibera, ma la maggioranza ha bocciato la richiesta. Il sindaco ha quindi proceduto ad illustrare il documento di 46 pagine fitte di progetti per il futuro della città. L'aula lo ha approvato. Duro il giudizio dell'opposizione. «E' un librone dei sogni», lo ha definito Di Nisio. «Manca un piano di sviluppo della città», ha commentato Moreno Di Pietrantonio (Pd). «Sono progetti per pagare i dazi a coloro che hanno sostenuto il sindaco in campagna elettorale», ha aggiunto D'Angelo. SCONTRO SU TEODORO. «Non si può sollevare la questione morale per scopi propri», è stata l'accusa lanciata in aula da Roberto De Camillis (Lista Città ponte) contro Gianni Teodoro, che, dopo essersi rifiutato di entrare nella giunta per la presenza nella maggioranza di indagati, ha poi accettato il posto di assessore. E' dovuto intervenire Sospiri per quietare l'ira di Teodoro. BLUFF SU DI BIASE. L'accordo nella maggioranza sul voto a Di Biase per la presidenza del consiglio non ha retto. Alla prima votazione l'esponente dell'Udc ha ottenuto solo 17 preferenze, su 37 votanti. Ma in aula c'erano 24 consiglieri della maggioranza. Il Pd è intervenuto in suo soccorso e alla seconda votazione Di Biase è stato eletto con i voti di entrambi gli schieramenti. Maurizio Acerbo (Prc) si è rifiutato di votare Di Biase, perché indagato. Sono stati eletti come vice Massimiliano Pignoli, scelto dalla maggioranza e Roberto De Camillis, indicato dall'opposizione.
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