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Data: 19/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Riconsegnerò la fascia tricolore» Il sindaco contro la restituzione entro due anni delle tasse sospese. Cialente e Lolli pretendono un trattamento fiscale simile a quello dell'Umbria

L'AQUILA. «Riconsegnerò la fascia tricolore al presidente della Repubblica se non cambierà la normativa fiscale che impone la restituzione da gennaio 2010 delle tasse sospese dopo il sisma». E' il messaggio alle istituzioni nazionali lanciato dal sindaco Massimo Cialente.
Cialente, come annunciato in una conferenza stampa insieme al deputato Giovanni Lolli, tornerà sui suoi passi solo se se domani, in Commissione Finanze e Bilancio della Camera, dovessero essere votati due emendamenti da lui auspicati:la proroga di altri sei mesi del pagamento dei tributi e il loro dilazionamento al 40 per cento in 24 rate in dieci anni.
I due politici hanno lanciato un messaggio molto chiaro: «Nel momento in cui il Paese, rappresentato dal governo, decide che L'Aquila è tornata in una situazione di normalità e, quindi, può pagare tranquillamente le tasse, serve un segnale importante». Il sindaco e Lolli hanno criticato anche la scelta di non destinare i proventi dello scudo fiscale alle aree terremotate. «Non ce la facciamo a pagare tutte queste tasse», ha detto Cialente, «la mia gente, e parlo come primo cittadino, che prima di alzava tutte le mattine per andare a lavorare ora non ha più il posto fisico dove lavorare e nemmeno le abitazioni. Quelli che stanno peggio sono proprio i commercianti. Come facciamo a restituire per due anni 23 milioni di euro al mese, così come ha previsto il governo. Siamo dissanguati e il governo non ha capito cosa realmente è successo il 6 aprile all'Aquila, non si tratta di una questione di schieramento politico ma di sopravvivenza della stessa comunità aquilana. Se devono lasciarci in questa situazione non indosserò più la fascia tricolore e la riprenderò solo quando vedrò che questo Paese ci è vicino».
«Al momento», ha ribadito Giovanni Lolli, «gli aquilani devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali in 24 rate a partire da gennaio. Ciò vuol dire che fra sei mesi i cittadini, oltre a tornare a pagare i mutui, dovranno versare tasse e oneri, con una maggiorazione di 23 milioni di euro al mese per gli arretrati, per un totale di 513 milioni di euro in più in due anni. E' una zona franca al contrario». Gli emendamenti presentati da Pd, Mpa, Udc e Idv chiedono, appunto, un'ulteriore sospensione di sei mesi dei versamenti fiscali e una restituzione forfettizzata al 40% dopo dieci anni, con un regime simile a quello utilizzato per il terremoto in Umbria e nelle Marche. Sarà discusso anche un emendamento in proposito del deputato Pdl Marcello De Angelis.
«Il grido di dolore lanciato dal sindaco dell'Aquila non può cadere nel vuoto». Lo ha affermato il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. «Per quanto ci riguarda» rileva «ci impegniamo immediatamente a incontrare le autorità locali per capire quali provvedimenti devono essere adottati perché gli aquilani non si sentano soli e abbandonati». Sullo stesso tenore le dichiarazioni del capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi e Lanfranco Tenaglia del Pd.

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