Stamani l'esame in commissione Finanza e Bilancio degli emendamenti presentati dalle opposizioni
L'AQUILA. La minaccia del sindaco Massimo Cialente di restituire la fascia tricolore al presidente della Repubblica, se non cambierà la normativa che impone la restituzione da gennaio 2010 delle tasse sospese dopo il sisma, trova consensi in larga parte dell'opinione pubblica aquilana, a livello politico e imprenditoriale, sia pure con alcuni distinguo. E da oggi, proprio di questo tema vitale per la città, si discuterà nella Commissione Finanze e bilancio della Camera.
Solo l'accoglimento di due emendamenti potrebbero far recedere il sindaco dal suo eclatante proposito: la proroga di altri sei mesi del pagamento dei tributi e il loro dilazionamento al 40 per cento in 24 rate in dieci anni. Molti i consensi a livello locale ma meno tra la politica che conta. «Questo governo», ha commentato il ministro Gianfranco Rotondi «è concretato al massimo sull'Abruzzo, la ricostruzione e il ritorno alla normalità e spiace che una persona di valore come Cialente, si faccia influenzare dalle pressioni interne alla sua maggioranza». Pieno sostegno «all'atteggiamento fermo e coraggioso, del sindaco Cialente» lo esprime il deputato del Pd Giovanni Lolli, ribadendo il proprio impegno affinché venga eliminata una «palese ingiustizia ai danni degli aquilani, la cui situazione sta diventando sempre più insostenibile». «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e altri esponenti del governo» dice Lolli «non hanno fornito risposte alle prese di posizione di Cialente e continuano a trincerarsi dietro la litania della costruzione delle case antisismiche». Ritenendo dubbia l'efficacia di alcuni interventi del Governo, Lolli teme che «anche oggi, nella Commissione Bilancio della Camera, non verranno approvati gli emendamenti dell'opposizione e di esponenti di maggioranza che hanno lo scopo di rendere giustizia ai cittadini che vivono nelle aree devastate dal sisma». «Nella sua visita di venerdì scorso» prosegue Lolli, «Berlusconi aveva detto che il territorio aquilano avrebbe avuto lo stesso trattamento delle altre popolazioni colpite da calamità naturale negli scorsi decenni. Oggi verificheremo la fondatezza di queste rassicurazioni».
«Il gesto del sindaco», commenta l'assessore comunale aquilano, Pierluigi Pezzopane, «è un fatto positivo ed è l'espressione di un disagio che siamo attraversando. Deve essere chiaro che se la città non avrà un sostegno fiscale non uscirà mai da questa crisi». Il consigliere comunale dell'Udeur Giampaolo Arduini, più volte assessore in anni passati, ritiene che la presa di posizione sia corretta nella sostanza ma il modo non è condivisibile. «Se fossi stato io sindaco», spiega, «non avrei mai manifestato l'intenzione di restituire la fascia tricolore in quanto è un simbolo di appartenenza a una comunità. Tuttavia è positivo alzare il tiro sull'Aquila e far capire al governo come stanno le cose. Sembra come se la ricostruzione la si debba pagare noi con la restituzione delle tasse».
«Non è una esagerazione», commenta, al contrario, l'assessore comunale Luca D'Innocenzo, «perchè abbiamo dei dubbi che a Roma tutti sappiano come stanno le cose. Come si fa pensare che le categorie produttive dissestate e i cittadini in tempi brevi possano restituire tutti quei soldi: invece abbiamo bisogno della zona franca e forse allora ci potremo riprendere».
«Un atto sostanziale e giusto», commenta il capogruppo comunale di Sinistra Democratica, Giustino Masciocco, «qui si va a colpire la popolazione e l'atteggiamento del governo mi sembra clamoroso. E poi al di là della restituzione delle tasse vediamo all'orizzonte tempi lunghi per la ricostruzione». Della stessa opinione, almeno nella sostanza, anche Luciano Mari Fiamma, presidente provinciale Confapi, che evidenzia come il decreto Abruzzo non preveda in modo chiaro soldi per ricostruzione degli immobili nel settore produttivo. Sabato scorso, comunque, politici di respiro nazionale come il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi e Lanfranco Tenaglia del Pd si sono espressi a favore della presa di posizione di Massimo Cialente che chiede una equiparazione di trattamento con i terremotati umbri.