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Pescara, 28/04/2026
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Data: 21/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara-Londra, volare nei giorni della paura. Regolari i collegamenti di Ryanair, ore di apprensione per un ragazzo di Torre in vacanza studio

Febbre suina: nessuno stop ai collegamenti da e per Londra. Il volo Fr983 per Stansted, ieri mattina alle 6,10, è partito regolarmente, pieno, anche se c'era qualche timore tra vacanzieri e studenti a causa dell'epidemia dovuta al virus AH1N1. Tutti tranquilli anche i passeggeri sbarcati a mezzogiorno, al ritorno proprio dall'Inghilterra con l'operativo Ryanair Fr982. «Il movimento verso la capitale britannica non è rallentato - sottolinea Gianfranco Stromei direttore della Saga, la società che gestisce l'aeroporto -. La maggior parte di chi decide di passare una vacanza in Inghilterra ha acquistato i biglietti in anticipo e la voglia di partire vince sui timori dell'epidemia di febbre suina». Buon movimento, dunque nonostante l'allarme dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha innalzato il livello di attenzione fino al grado 6. «Sono arrivato a Londra pochi giorni fa - racconta al telefono Andrea Mazzocca - specializzando in scienze della comunicazione, nella city per un corso di perfezionamento d'inglese -. Il flusso di persone è costante nonostante ci sia qualche timore. L'argomento è tutti i giorni sui quotidiani ma si va avanti. All'eroporto di Stansted non ho trovato particolari misure, del resto il problema non è chi arriva dall'Italia».
Le autorità aeroportuali non hanno imposto nessuno stop o "travel-warning", come viene chiamato nel gergo tecnico, agli imbarchi ma solo controlli sui passeggeri che arrivano da Usa, Messico e Gran Bretagna; controlli fatti con i body scanner che misurano in tempo reale la temperatura corporea dei passeggeri mettendo in allarme il sistema di prevenzione in caso di anomalie. «Il flusso di ragazzi che arrivano dall'Abruzzo si è leggermente abbassato - aggiunge Mazzocca - ma la voglia di fare un'esperienza di studio all'estero è più forte delle paure per il virus dell'influenza suina». Ma quanti sono gli studenti pescaresi ed abruzzesi a Londra? «Difficile dare il numero esatto - dice Quinto Ippoliti, dell'agenzia di viaggi Pentatur -, possiamo quantificarli in circa un paio di centinaio di persone. Fino ad un paio di settimane fa, i pacchetti di vacanze-studio nei college sono andati tranquillamente avanti, solo dallo scorso fine settimana c'è un vero e proprio crollo: più che i ragazzi sono i genitori ad aver paura».
E la paura ha fatto mettere in allarme una famiglia di Torre de' Passeri dove uno studente delle superiori, a Londra per imparare la lingua, ha chiamato i genitori dicendo che aveva la febbre. Subito è scattato l'allarme con interminabili ore d'apprensione fino a quando il medico del posto non ha constatato che si trattava di un semplice raffreddamento. «Quest'anno non ho organizzato le consuete vacanze-studio nel college di Stafford House a Canterbury - specifica il professor Ubaldo Valeri, docente d'inglese presso gli istituti superiori cittadini -. E' stato un fatto prudenziale e i ragazzi che volessero approfittare dell'estate per perfezionarsi possono sempre andare a Malta oppure a Dublino, in Irlanda». Niente mascherine a Pescara e niente mascherine a Stansted: non servono. Il contagio con il virus dell'influenza suina avviene tramite le gocce di saliva contenuti negli starnuti, grandi pochi micron, quindi in grado di attraversare perfettamente la maschera, o portando le mani alla bocca o al naso. Il consiglio, quindi, è quello di lavarsi spesso le mani e, nel possibile, evitare luoghi affollati. In settimana, comunque i tecnici dell'aeroporto incontreranno i vertici dell'Istituto di sanità aeromarittimo per fare un punto della situazione in vista delle ferie ferragostane in cui è previsto un notevole afflusso di turisti dalla Gran Bretagna. Gli unici per cui sembra non esistere il virus AH1N1 sembra essere la Ryanair che non offre nessuna notizia in merito sul proprio sito. Sarebbe difficile aspettarselo dopo le dichiarazioni rilasciate al Financial Times del patron Michael O'Leary: «La febbre suina? E' una esagerazione».


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