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Data: 21/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Nastri on line, è scontro aperto. Sul sito dell'Espresso le conversazioni tra il premier e la escort. Pd all'attacco: chiarisca

L'avvocato di Berlusconi: trascrizioni inverosimili, vietato pubblicarle

ROMA. L'avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, definisce le rivelazioni dell'«Espresso» «materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione».
La dichiarazione è venuta dopo un colloquio di Ghedini ad Arcore con il presidente del consiglio. E c'è anche la minaccia di azioni legali contro «chiunque ritenesse di riprendere tale materiale» e contro la magistratura inquirente che ne è in possesso presso la procura di Bari.
Si tratta delle registrazioni consegnate da Patrizia D'Addario agli inquirenti e «sottoposte - come sottolinea Ghedini - a regime del segreto d'indagine e del divieto assoluto di pubblicazione». Ma Di Pietro replica: «Le conversazioni arrivano da una delle parti, perciò non c'è violazione del segreto. Doveva pensarci prima di frequentare l'altra parte». La pubblicazione, aggiunge Ghedini, «integra di per sé un illecito, che dovrà essere perseguito». Nei confronti di chiunque ritenesse di riprendere tale materiale, vanno «esperite tutte le azioni legali del caso».
Le accuse del centrodestra al centrosinistra, di utilizzare la spazzatura contro Berlusconi, sono state raccolte dall'Idv e dal Pd per repliche non solo sarcastiche. Antonio Di Pietro dice che il problema «è che si guardi la spazzatura e non chi rovista». Il gruppo Espresso «rovista nella spazzatura»? si chiede Vinicio Peluffo del Pd. E commenta con una sola parola: «Appunto.».
La teoria della spazzatura è un punto forte di Paolo Romani, vice ministro delle comunicazioni. Si tratta di un inutile tentativo di «avvelenare i pozzi e imbarbarire il clima politico». Inutile, perché nonostante la campagna diffamatoria, «gli italiani dimostrano di avere fiducia» in Berlusconi.
Davanti ai nastri pubblicati dall'Espresso il Pd abbandona definitivamente la ritrosia a parlare delle vicende private del premier Silvio Berlusconi e chiede chiarezza, «dopo che sono state smentite le sue pietose bugie». E la prima occasione per affrontare i comportamenti del presidente del consiglio si presenterà stamattina durante la conferenza dei capigruppo al Senato, dove i democratici torneranno alla carica con la richiesta di discutere in Aula una mozione sulla «credibilità di chi governa» e sulla «necessaria prudenza nelle frequentazioni». Nei nastri, dice Palo Gentiloni, i democratici trovano le prove delle «menzogne» del premier e chiedono di «fare chiarezza davanti al paese» invece di «continuare a calunniare la libera stampa». Attacchi che fanno da volano al tentativo di far discutere a Palazzo Madama una mozione, presentata la settimana scorsa, dal vicepresidente del Pd Luigi Zanda e firmata da numerosi senatori, tra i quali il capogruppo Anna Finocchiaro. Un testo che parte dall'apprezzamento dell'esito del G8 ma poi chiede coerenza di «comportamenti tra la vita pubblica e privata di chi governa», «verità e trasparenza» nella spiegazione dei propri comportamenti e «prudenza nelle frequentazioni per evitare rischi alla sicurezza nazionale».
La notizia delle trascrizioni rimbalza subito sui siti della stampa estera. «Patrizia D'Addario diceva la verità sulle feste di Berlusconi», commenta quello dello spagnolo "El Pais".

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