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Pescara, 28/04/2026
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Data: 22/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tasse, gli aquilani dovranno rimborsarle. Esplode la protesta di sindaco e parlamentari. Lolli: «Cittadini abbandonati, primo caso nella storia»

L'AQUILA - La terra trema, ma il boato, che si avverte alla scuola di Finanza di Coppito, non annuncia la scossa di magnitudo 2.9, registrata alle 12.23 (le altre, di magnitudo 2.7, 2.1 e 2.2 alle 3.56, 8.30 e 9.42), bensì l'ira di Massimo Cialente, che conferma la restituzione della fascia tricolore al presidente della Repubblica «perché non mi fido di ciò che promette Berlusconi e, intanto, le tasse sospese dovranno essere pagate dal 1° gennaio». «È incredibile, sembra un gioco - aggiunge -. È come se mi dicessero: "Stiamo per votare la legge che mette le tasse, ma non ti preoccupare perché poi te le toglieremo". Accadono cose inverosimili: c'è allo studio un piano di microzonizzazione e, intanto, senza ascoltare sindaci e Protezione civile, sono state prese decisioni che sono in contrasto. E, poi, il centro storico... Io adesso parto con la ricostruzione, vediamo se ci sono i soldi». Secondo la Uil no, visto che «il patrimonio culturale della città si sta sbriciolando giorno dopo giorno» e la lista nozze per i monumenti «è fallita». «Non ci sono soldi per fare i puntellamenti - conclude il sindacato, che stila una lista dei monumenti con i costi per il restauro -: dove sono finiti i 50 milioni promessi da Bondi? Il commissario Luciano Marchetti e i sovrintendenti sono stati lasciati soli, nessuno si rende conto che il patrimonio rischia di non essere più recuperato».
«È offensiva la misura del Governo inserita nel decreto anticrisi che impone ai terremotati abruzzesi di restituire dal 1° gennaio tutte le tasse sospese subito dopo il sisma» dice, nel frattempo, il segretario del Pd, Dario Franceschini: «I terremotati non riescono a far ripartire ancora le attività, eppure si chiede loro di restituire il cento per cento in 24 rate, mentre in altre situazioni del genere ai cittadini è stato chiesto di restituire il 40% in 120 rate. Quel che è peggio, è che questi soldi servono per coprire altre spese inserite nel decreto». Giovanni Lolli, deputato aquilano del Pd, giudica «gravissimo» il fatto che, «nonostante le solenni promesse di Silvio Berlusconi», siano stati respinti, nell'esame del decreto anticrisi alla Camera, gli emendamenti «con cui chiedevamo il rinvio della restituzione delle tasse sospese». «Non sono bastate proteste e lettere - si rammarica Lolli -. Il risultato è che gli aquilani vengono abbandonati in un modo che non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Unica nota importante è l'approvazione dell'emendamento, di cui sono primo firmatario, che proroga la cassa integrazione per le due aziende dell'Aquila e di Sulmona della Finmek». Pierluigi Mantini, deputato dell'Udc, annuncia «una lettera - appello a Gianni Letta», perché intervenga per correggere quella che chiama «la discriminazione del Governo nei confronti dei terremotati abruzzesi». Per Mantini è «un atto irragionevole e offensivo», ma «c'è ancora la possibilità di correggerlo». Api industria dice basta alle sceneggiate e «batte i pugni sul tavolo». «Da oltre tre mesi è evidente il tentativo del Governo di pagare il meno possibile» chiosa il segretario Massimiliano Mari Fiamma.
«Noi continuiamo a considerare sufficienti gli otto miliardi stanziati per competenza», afferma, invece, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, secondo cui «il problema dell'Aquila è di avere dei progetti che avanzano a fronte dei tempi e dei bisogni». Da una parte il bacio di Giuda nell'omonimo dipinto di Caravaggio del XVII secolo; dall'altra la gigantografia di una foto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con in testa il casco dei Vigili del fuoco, mentre bacia un'anziana aquilana. È questa la denuncia di alcuni cittadini che hanno esposto un grande manifesto bianco, nei pressi del tunnel di Collemaggio, per contestare l'obbligo di restituzione dei contributi non versati.




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