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Data: 22/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Porto, no alla risoluzione del Pd.D'Alessandro: sui miliardi domina l'incertezza

ORTONA. Bocciata, dal consiglio regionale, la risoluzione del capogruppo del Partito democratico, Camillo D'Alessandro. Nel documento s'impegnava l'assessore regionale ai trasporti e la giunta a volersi attivare per sbloccare i 36milioni di euro previsti nell'ultima finanziaria del governo Prodi per la realizzazione del terzo lotto della diga foranea (braccio sud) e a procedere ad una consistente operazione di dragaggio del bacino per portare il pescaggio a undici metri permettendo così l'ormeggio a navi di grande stazza.
«L'assessore sostiene di non condividere la risoluzione perché l'impegno assunto nell'accordo Stato-Regione che prevede sei miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture abruzzesi tra cui anche il porto di Ortona, si potrebbe concretizzare nel prossimo triennio», dice D'Alessandro, «questo significa che, in realtà, c'è incertezza totale. Sul dragaggio la risposta è stata che, siccome non è ancora stato realizzato il terzo lotto dei lavori, il problema dell'insabbiamento si ripresenterebbe. Da informazioni assunte, però, sappiamo che non è proprio così perché il braccio nord della diga foranea già contribuisce notevolmente a contrastare il fenomeno dell'insabbiamento. Ha ragione il sindaco, Nicola Fratino, quando sostiene che il porto può accogliere navi mercantili e quelle da crociera ma senza dragaggio si perdono molte opportunità. La realtà è che in consiglio regionale non si crea quell'unità d'intenti che viene sbandierata», aggiunge, «quando si presentano risoluzioni come questa per lo sviluppo della regione, e non solo per l'Ortonese, vengono bocciate da chi viene a chiedere i voti durante il periodo elettorale».
Alle dichiarazioni di D'Alessandro risponde il consigliere Pdl, Emilio Nasuti: «D'Alessandro fa demagogia perché i 36milioni di euro di cui parla in realtà non sono mai stati messi in bilancio», precisa, «l'accordo siglato dalla Regione con il governo per sei miliardi di euro, invece, è reale. Dobbiamo decidere da quale investimento partire. Per il dragaggio del bacino è in fase di definizione uno studio. Gli ortonesi devono stare tranquilli perché c'è la volontà di far decollare il porto, da troppo tempo dimenticato, sia per i traffici commerciali che per quello passeggeri. Fino ad ora le opere realizzate sono state volute e finanziate dai governi regionali e provinciali di centrodestra».

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