ROMA I prossimi mesi saranno cruciali per determinare «le caratteristiche e l'entità della ripresa. Oggi si notano «alcuni segnali di attenuazione» ed è dunque probabile «che il punto più basso della recessione sia stato superato». La coda sarà comunque "velenosa" con mezzo milione di posti di lavoro a rischio in Italia nel 2009. E' questo l'impatto massimo della recessione globale, stimato dal Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel, sull'occupazione in Italia.
Sono diverse le proiezioni elaborate dal Rapporto e questa è la più negativa. Si oscilla infatti da un minimo di 350.000 ad un massimo di 540.000 unità, considerando le forze di lavoro perse. E si arriva ad una forchetta tra 620.000 e 820.000 quando si prendono in considerazione le Ula (unità lavorative annue). Se si guarda invece ai disoccupati, le stime del Consiglio nazionale per l'economia ed il lavoro prevedono un aumento tra le 270.000 e le 460.000 unità. Tirando così le somme, il tasso di disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi nella peggiore delle ipotesi «poco al di sotto del 9%», anche qui contemplando una variazione tra il 7,9% e l'8,6%.
Secondo il rapporto, i dati sulla cassa integrazione dei primi mesi dell'anno confermano le difficoltà delle aziende e appare «preoccupante soprattutto la situazione delle micro imprese e dell'occupazione indipendente». «Nei prossimi mesi si legge nel documento potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito».
Antonio Marzano, presidente del Cnel, ha spiegato che «tra 1,5 e 2 milioni di lavoratori occupati non risulterebbero tutelati verso il rischio disoccupazione. Vi sono problemi seri di competitività, di economia reale e problemi seri di natura sociale. Bisogna aumentare il tasso di sviluppo potenziale ha concluso e questo richiede riforme».
«Le stiamo facendo: dalle pensioni al federalismo», ha risposto il ministro del lavoro Sacconi. «Noi ha aggiunto non faremo il salario garantito per chiunque, comunque e a prescindere. Una parte di esclusione c'è». Per esempio, «per accedere alla cassa integrazione devi aver lavorato». Sacconi, ha anche replicato, a distanza, alle osservazioni del governatore di Bankitalia sul Dpef. «In questa stagione non si può fare una riforma strutturale ed organica degli ammortizzatori sociali», ha risposto Sacconi. «Lo dico al signor Brandolini (è il direttore del servizio studi della Banca d'Italia, ndr) che ogni volta fa dire al governatore che bisogna farla», ha concluso.
Nella partita è entrata anche la Confcommercio con un suo rapporto realizzato con il Censis, secondo il quale il prodotto interno lordo registrerà una contrazione del 4,8%, mentre una crescita, seppur modesta, si registrerà nei due anni successivi con un +0,6% nel 2010 e +0,8% nel 2011. Tuttavia, la Confederazione invita a non cedere all'allarmismo. «Il peggio ormai è alle nostre spalle», ha detto il presidente Carlo Sangalli che ha aggiunto «le famiglie non hanno gettato la spugna e, seppure tra mille difficoltà, hanno superato la crisi».