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Pescara, 28/04/2026
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Data: 23/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Autunno, 500 mila posti in meno. Il Cnel prevede Pil a -5,7% e tasso di disoccupazione al 9%

ROMA. A rischio oltre mezzo milione di posti di lavoro, aumento dei disoccupati, contrazione del Pil (Prodotto interno lordo) del 5,7% e del monte salari dell'1%. La situazione nei prossimi mesi è destinata a peggiorare. La fotografia del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) sul mercato del lavoro 2009 è netta e impietosa: l'Italia è investita in pieno dalla crisi economica e ne subisce gli effetti sul fronte dell'occupazione, con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Una situazione gravissima appena arginata dal massiccio ricorso alla cassa integrazione. Berlusconi e il ministro Sacconi minimizzano i dati («la crisi è dietro le spalle») mentre le opposizioni e la Cgil chiedono al governo di «guardare finalmente in faccia alla realtà».
Il Rapporto prevede nei prossimi mesi la scomparsa di 540 mila occupati, un aumento della disoccupazione e il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Il tasso di disoccupazione dovrebbe pertanto crescere sino a sfiorare il 9% con le donne maggiormente penalizzate (10% dato medio annuo contro l'8,5% del 2008) mentre per gli uomini passerebbe dal 5,5% al 7,1%. Il Cnel sottolinea la persistenza del calo del Pil che si avvicina al 6% e, per la prima volta, la contrazione del monte salari. Serve pertanto la consapevolezza che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari «ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito». La situazione non è peggiore solo grazie agli ammortizzatori sociali «che si stanno dimostrando più efficaci del previsto per arginare la caduta dell'occupazione» tutelando 800mila lavoratori.
La linea del governo è minimizzare e Sacconi ripete che «il peggio è alle spalle» scatenando dure reazioni. Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, spiega che «non c'è bisogno di ottimismo di maniera, ma di intensificare un'azione di tutela e contrasto alla perdita di lavoro». Per Fammoni «i dati reali della cassa integrazione sono più alti di quelli finora dichiarati mancando gran parte della cassa in deroga», mentre le «indennità di disoccupazione ordinaria, circa 500mila, a maggio potrebbero prevedere alla scadenza degli otto mesi la scopertura totale di una parte importante di lavoratori». Anche Giorgio Santini, segretario Cisl, chiede al governo misure per «sostenere i redditi» e per tutelare il lavoro flessibile. Bordate all'esecutivo arrivano dal fronte dell'opposizione. Il responabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano, vede nei dati Cnel «un'ulteriore conferma della gravità della crisi» segnata anche, per la prima volta, «dalla contrazione del monte salari». Per l'ex ministro «sarebbe necessario guardare in faccia la realtà e prevedere misure straordinarie e adeguate» mentre il governo «continua nella sua politica di interventi disorganici». Per il segretario del Prc Paolo Ferrero, questi dati «derivano dalle politiche sbagliate e negative perpetuate dal governo Berlusconi-Tremonti» mentre Pagliarini del Pdci chiede il ritiro del «cosiddetto pacchetto anticrisi». Per Lanfranco Turci, segreteria del Ps, i dati Cnel «ci dicono quanta sofferenza sociale viva viva dentro questa crisi».

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