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Pescara, 28/04/2026
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Data: 24/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara diventa "Città boh": via la targa dalfonsiana

Da Pescara "città vicina" a Pescara "città boh". Detto, fatto: la targa con logo e slogan dell'amministrazione D'Alfonso è scomparsa, dalla facciata del palazzo del Comune, prima dell'alba di ieri. Al suo posto restano otto buchi: i quattro delle staffe di sostegno, stuccati alla meno peggio dai muratori, e i quattro, imprevisti,, sul pavimento di marmo di largo Chiola. Nella fretta del blitz, la piattaforma mobile issata sui cosiddetti "piedi di elefante", ha fatto troppo sforzo sul pregiato materiale di rivestimento. La rimozione sistematica dei precedenti sei anni di amministrazione, per i nuovi inquilini del palazzo, comincia a diventare un'ossessione, un furore iconoclasta cominciato con Toyo Ito e arrivato alle mattonelle di marmo con la "P" bicolore di Pescara città vicina. Quello che non è possibile rimuovere, come il ponte del mare, semplicemente si ignora e si rinvia. Uno slogan non è verbo sacro, anche in Provincia, dopo il passaggio di D'Alfonso, Pino De Dominicis decise di cambiare insegna alla ditta: non più Provincia amica, bensì Provincia solidale. Il punto è proprio questo: avere un'idea alternativa. Albore Mascia sembra non avere idee, cancella è basta: ed ecco battezzata la "città boh". Ben più serio il problema per il consigliere di opposizione Moreno Di Pietrantonio: «Vorrei sapere se questo lavoro è stato autorizzato con una delibera oppure no. Nel primo caso sarebbe uno spreco di denaro pubblico, in caso contrario mi chiedo chi ha pagato».

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