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Pescara, 28/04/2026
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25/07/2009
Il Centro
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Più soldi agli atenei virtuosi. I promossi sono ventisette, si divideranno 525 milioni di euro. Bene Chieti-Pescara, male Teramo |
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Doppia bocciatura per Napoli. D'ora in poi sarà un'agenzia a fare le valutazioni e dare le pagelle ROMA. Più soldi agli atenei virtuosi, tagli a quelli spendaccioni e inefficienti. E' così che d'ora in poi funzionerà. Lo stabilisce il «pacchetto università» varato dal governo che promuove 27 università, guidate da quella di Trento, e ne boccia altre 27 tra cui La Sapienza. Ammontano a 525 milioni di euro i finanziamenti che verranno distribuiti in base alla qualità della ricerca e della didattica. In particolare, i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Le pagelle agli atenei le darà d'ora in poi l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario (Anvur) che ieri ha ottenuto il via libera del consiglio dei ministri insieme ai provvedimenti firmati dal ministro Maria Stella Gelmini che oltre a distribuire una parte (7%) dei fondi destinati alle università in base al merito, sbloccano 1.800 concorsi e fanno calare la mannaia su corsi definiti «inutili». Premiate le virtuose. L'Università di Trento e i Politecnici di Milano e di Torino sono tra gli atenei migliori in base ai nuovi parametri. Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 università, tra cui anche i due atenei della Capitale Roma Tre e La Sapienza. «Non c'è alcun intento punitivo, ma la volontà - ha detto il ministro - di spronare tutti a dare il meglio. Oggi viene distribuito il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, ma in futuro l'obiettivo è arrivare al 25-30%». Mannaia sui corsi. Con il «pacchetto università» scatta anche «una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea», che prevede «il taglio di corsi inutili». Lo afferma in una nota il ministero dell'Istruzione. «In questi anni - si legge - si è assistito a una proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro. Negli ultimi mesi sono già stati tagliati il 20% dei corsi inutili e con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente». Sbloccati i concorsi. Avviate le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. I concorsi sbloccati sono 1.800. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori di prima e seconda fascia saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori sono stati fissati nuovi criteri che «dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni». E' subito scontro. Per Maurizio Gasparri del Pdl «un duro colpo alla logica dei baroni è stato inferto col nuovo taglio dei corsi inutili». Per la senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia invece «c'è un po' di contraddizione nel parlare di qualità e poi di fatto renderla impossibile negando le risorse». E per Piergiorgio Bergonzi del Pdci «con la scusa dell'inutilità dei corsi il governo taglia e impoverisce le università» e «il pacchetto della Gelmini è un'operazione eversiva».
Bene Chieti-Pescara, male Teramo ROMA. L'Università di Trento e i politecnici di Milano e di Torino sono fra le Università migliori in Italia. Così comincia la classifica degli atenei più virtuosi sulla base di nuovi criteri di valutazione approvati oggi dal Consiglio dei ministri. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei e incasserà quest'anno il 10,69% di finanziamenti in più, 6 milioni extra. Subito dopo si sono piazzati i Politecnici di Milano e di Torino che se se la sono cavata egregiamente su più fronti: didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Molte le Università del Centro-Sud promosse: Roma «Tor Vergata», l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Un altro drappello di atenei ha invece ottenuto meno finanziamenti perchè al di sotto degli standard qualitativi previsti. A guidare gli «inadempienti» è l'ateneo di Brescia e tra quelli che dovranno rimboccarsi le maniche ci sono anche due atenei della Capitale come La Sapienza e Roma Tre e le università napoletane (Parthenope, prima e seconda università, Orientale). In fondo alla classifica si piazzano, a pari demerito (-3% di finanziamenti ricevuti in base ai nuovi criteri), Messina, Palermo, Foggia e Macerata. L'erogazione dei finanziamenti alle Università di Trieste, Firenze e Siena è, invece, stata sospesa dal ministero in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Rispetto alle risorse premiali, oltre a Trento che ottiene 6 milioni di euro in più, il Politecnico di Milano ne avrà 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto un milione, a Macerata meno 1,13 milioni. I criteri adottati per la valutazione hanno fatto riferimento, per la qualità della ricerca, a parametri internazionali, al numero di ricercatori e docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente, alla capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Per la qualità della didattica, si è tenuto conto della percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dalla laurea, ai corsi svolti con propri insegnanti e non docenti esterni, al numero di esami svolti dagli studenti, alla soddisfazione degli studenti. Ma i rettori «bocciati» sono già sul piede di guerra. Quello di Roma Tre, Guido Fabiani, ritiene che il meccanismo messo in atto «non sia adeguato». Quello di Foggia, Giuliano Volpe, lamenta che «così ci mettono in crisi completa». Smentisce poi che l'università di Trieste «abbia i conti in rosso» il rettore Francesco Peroni e per quello di Firenze, Augusto Marinelli, la valutazione è «errata». Fuori dal coro il rettore di Siena Silvano Focardi per il quale il ministero ha agito «correttamente». (m.v.)
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