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Pescara, 24/04/2026
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Data: 26/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pd e Governo, riparte la battaglia dell'Aquila. Franceschini e Bersani attaccano tempi e soldi della ricostruzione. Boniauti e Gasparri: «Cosa dicono?»

L'AQUILA - Divisi dalla candidatura alla segreteria del Pd (e attentissimi a non incrociarsi nella giornata aquilana anche se poi hanno parlato al telefono), uniti dall'attacco al Governo sulla questione terremoto. Pierluigi Bersani e Dario Franceschini si sono ritrovati ieri in città, fianco a fianco, nella "curiosa" giornata in cui la ricostruzione dell'Aquila è andata a "braccetto" con quella del Pd, riunito in assemblea nel "G1000". Ha cominciato in mattinata il segretario uscente, Dario Franceschini, che nella mattinata di ieri ha incontrato i sindaci, Guido Bertolaso e poi i giornalisti nella caldissima tenda del Pd. Ovviamente le "bordate" principali hanno riguardato la questione tasse. «Esiste una distanza siderale tra quello che viene mostrato alle televisioni e ai giornali e l'effettiva realtà del terremoto -ha attaccato il leader del Partito democratico- Terremotati di altre regioni d'Italia hanno avuto la possibilità di poter pagare il 40% delle imposte dopo 12 anni e hanno avuto 18 mesi di esenzione. Ai cittadini dell'Aquila una norma approvata con la fiducia in Parlamento impone di ricominciare a pagare le tasse dovute e gli arretrati delle tasse dal primo gennaio e rientrare in 24 mesi del 100%». Una situazione drammatica, ha detto Franceschini, in cui «persone che non hanno più lavoro, imprese che non esistono più e non hanno la possibilità di farlo dovrebbero finanziare sostanzialmente da soli la ricostruzione». Ricostruzione che non avrebbe le necessarie coperture economiche. «Nel Dpef è prevista una cifra, 3 miliardi e 200 milioni, che è risibile per quello che riguarda la ricostruzione. Berlusconi tradisce L'Aquila -ha spiegato Franceschini- Questo provvedimento va modificato. C'è tempo, noi siamo pronti a farlo anche domani mattina». Polemiche anche sulle case temporanee: «La cosiddetta new town prevede al momento la costruzione di 3.500 appartamenti. Anche se si riesce a costruire in tempo, resteranno circa 30 mila persone con il problema di dove trascorrere l'inverno». Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza di Governo, affidata al portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti e a Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: «La ricostruzione dell'Abruzzo è già in corso a tempi record - hanno detto i due -. Ma di cosa si lamenta Franceschini? Nessun governo di sinistra ha mai raggiunto questi risultati». In serata è stata la volta di Pierluigi Bersani, che ha partecipato al "G1000" esordendo: «Mi piacerebbe anche che il Pd dicesse che in questo caso drammatico e in tutti gli altri casi che l'Italia sta vivendo, perché non è un periodo semplice, mentre discutiamo, che siamo una ditta sola che deve parlare agli italiani. Per me il G1000 è questo». Poi sulle tasse: «Il miglior regalo è rispettare i diritti: questo non è un terremoto di serie B, neanche di serie C e bisogna trattare questa gente così come si sono trattati gli altri terremotati. Abbiamo avuto altri casi, basta applicare le stesse regole. Con la fiducia che il Governo ha messo sul decreto legge anticrisi - ha continuato Bersani - noi abbiamo sancito un principio: i terremotati sotto le tende pagano le tasse e quelli che hanno esportato i capitali all'estero no. Qui ci sta l'alfa e l'omega di questa vicenda». Anche il sindaco Massimo Cialente è tornato ieri all'attacco sulla vicenda dei tributi: «È un atto sconsiderato, una cosa profondamente sbagliata che incide sulle aspettative della gente».




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