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Pescara, 24/04/2026
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Data: 26/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
In tenda afa e depressione. Sfollati allo stremo, anziani nelle case di riposo

L'AQUILA. Nelle tendopoli si boccheggia per l'afa e anche se ieri la calura si è lievemente affievolita la permanenza è faticosa. E chi ne soffre di più sono soprattutto gli anziani. Da qualche giorno, comunque, si è deciso di trasferire dai campi alcuni tra gli ospiti più attempati, soprattutto quelli con patologie, in case di riposo e residenze. «Quattro mesi in tenda sono davvero troppi» si lamenta la gente.
SITUAZIONE SANITARIA. «Al momento» commenta il dottor Lino Scoccia «non ci sono rischi di epidemie e sotto questo aspetto siamo ancora tranquilli. E' chiaro che per gli anziani, soprattutto in presenza di patologie croniche, stare in tenda è spiacevole. Basti pensare solo al fatto che negli anni scorsi, in condizioni normali ovvero vivendo in casa, consigliavamo di portare gli anziani nei supermercati per farli star meglio. Figuriamoci, quali sono le condizioni attuali cui si aggiunge la depressione. Per questa ragione alcuni sono stati portati in altre strutture». In una tendopoli di Paganica si è pensato, invece a predisporre proprio per gli anziani una «camera refrigerio» di 40 metri quadri frutto di una donazione.
BAMBINI. I bambini, insieme agli anziani sono quelli che maggiormente soffrono per lo stare in tenda ma sono anche quelli per i quali ci sono più iniziative come giochi con i clown, ludoteche ed emeroteche. Ma i timori che il terremoto abbia lasciato dei segni non sono infondati visto che in alcuni casi ci sono stati dei bambini che hanno disegnato dei «palazzi che piangono» e, in molti dei loro disegni, vengono rappresentati comunque degli edifici. Per questo sta per essere avviato, su iniziativa di protezione civile e ateneo aquilano anche nelle tendopoli uno screening per accertare se esistono disturbi post traumatici da stress in seguito al sisma con colloqui con i bambini e loro genitori.
NELLE TENDE. In quasi tutti i campi la Protezione civile ha cercato di alleviare i disagi del caldo ma, per esempio, dal campo sfollati di Castelnuovo di San Pio delle Camere, arriva la segnalazione che, benchè forniti quasi ovunque, non sono ancora arrivati i condizionatori. «Ma i condizionatori» dicono alcuni residenti del campo sfollati di Pile, «non risolvono molti problemi visto che comunque si rischiano malattie a causa degli sbalzi di temperatura. Inoltre con i condizionatori si vive male in quanto non c'è un ricambio di aria». In molte tendopoli, negli ultimi giorni, la protezione civile ha provveduto a dotare gli assistiti di ombreggiature che riducono il caldo di cinque gradi. Come è avvenuto nelle tendopoli di San Gregorio dove sono arrivati nei giorni scorsi una settantina di tendoni verdi decisamente adatti per fronteggiare la calura ma, nonostante questo ci sono ancora disagi e non tutti hanno fruito di questi strumenti. Ma i disagi nelle tendopoli

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