PESCARA. Da come si presenta agli occhi dei viaggiatori e dei turisti, l'aeroporto internazionale d'Abruzzo, dal 1928 noto con il nome Pasquale Liberi, sembra volare basso. «Non c'è controllo fuori», afferma un dipendente dello scalo pescarese.
«La strada dentro l'aeroporto, che dovrebbe essere a senso unico, diventa a doppio senso creando caos e ingorghi per le macchine, specie quando passa la navetta. Le macchine, poi, si trovano parcheggiate ovunque capiti: in sosta vietata, in doppia fila. Vengono occupati persino i posteggi destinati ai disabili». Le cose non sembrano andare meglio soprattutto quando si trasportano i bagagli, per via dei tanti carrelli lasciati per la strada, sui marciapiedi, all'ingresso dell'aeroporto. Diventa un gioco dettato dalla fortuna il pagamento del parcheggio alle macchinette automatiche poste all'esterno. Una signora, di ritorno dalle vacanze, dichiara: «Pagare il biglietto mi sembra un'odissea. Una macchinetta non accetta i contanti, l'altra è fuori uso e quindi sono costretta a rientrare dentro per pagare». All'uscita dall'aeroporto, oltrepassando la sbarra dei parcheggi, la strada presenta un piccolo tratto dissestato con due buche che non sono certo un toccasana per le sospensioni delle auto.
«Le condizioni all'interno dell'aeroporto possono essere migliori, in modo che lo scalo diventi un più allettante biglietto da visita per la città e la regione». Queste le parole di una commerciante dell'aeroporto che continua dicendo: «Tutto sommato, la situazione all'interno è migliore rispetto a quella fuori dall'aeroporto. L'unico punto dolente sono sicuramente le condizioni dei bagni, che non trovano giustificazione del loro stato quando vi è una bassa affluenza di passeggeri». Infatti, si notano lavandini pieni di carte bagnate che ne impediscono l'uso, servizi all'insegna della scarsa igiene. Un dipendente dell'infermeria denuncia lo stato di alcune porte all'interno dell'aeroporto, che rimangono rotte per mesi e dichiara inoltre: «Ce ne sono di cose da raccontare. C'è poca sorveglianza in periodi, come questo, di alta affluenza di persone che vanno e vengono e che spesso rimangono a dormire qui la notte».
Un impiegato, in servizio da più di 20 anni, tiene a precisare che «il nostro è un piccolo aeroporto in crescita che deve e può sicuramente curare e migliorare l'immagine, nonché l'impressione che dà a tutti i viaggiatori». Poi conclude ironicamente: «Cosa direbbe oggi mademoiselle Pointevin che secondo la storia fu la prima fondatrice del nostro aeroporto?».