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Pescara, 24/04/2026
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Data: 27/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Matteoli: mai come oggi tanti fondi per strade e treni nel Mezzogiorno. «S'è aperto un problema politico, ma l'asse Lega-Tremonti non esiste»

ROMA Il ministro Altero Matteoli snocciola le cifre stanziate per le infrastrutture nel Mezzogiorno a conferma che «non poco è stato fatto da questo governo», pur riconoscendo che «esiste una questione politica nel Sud. E la prova è che Berlusconi ha assunto un impegno in prima persona chiedendo a noi ministri il rendiconto delle opere messe in cantiere».
Eppure, ministro Matteoli, il suo collega con la delega al Cipe, Miccichè, parla di promesse non mantenute..
«Bastano i fatti per contestare queste affermazioni. Mi permetto di replicare che il Sud non è solo la Sicilia e che non si può ridurre tutto al Ponte sullo Stretto».
Che va a rilento, a quanto pare. Comunque, provi a convincere Miccichè delle sue buone intenzioni.
«Sulle infrastrutture ho la coscienza a posto. E' la prima volta che vengono stanziati fondi per le Ferrovie del Sud, sono già disponibili 904 milioni di euro. Ed è stata finanziata la statale 106 ionica, nonchè la Caltanissetta-Agrigento. Anche la Salerno-Reggio Calabria è stata quasi tutta rifinanziata con 1,6 miliardi di euro. Entro fine anno partiranno i primi lotti dei lavori e credo che verrà mantenuto l'impegno che presi in Parlamento quando assicurai che l'opera sarebbe stata completata entro la fine della legislatura».
E il ponte?
«La Camera ha approvato la nomina del commissario Ciucci che dovrà accelerare le procedure. Ora la parola passa al Senato e a fine anno partiranno i lavori a terra. Le cose si muovono. Il che non vuol dire che il malessere del Sud non abbia una sua ragion d'essere».
Che succede? Miccichè e Lombardo non si fidano più delle promesse di Berlusconi?
«Berlusconi ha sempre valorizzato la classe dirigente del Meridione. Miccichè ha fatto moltissimo per il centrodestra in Sicilia, raggiungendo risultati straordinari nella passata legislatura. E Lombardo è stato eletto nella nostra coalizione. Quando parlo con lui, ci troviamo sempre d'accordo. Non capisco perchè non abbia votato la fiducia al decreto anticrisi. I problemi del Sud, di tutto il Sud, che riguardano tutto il Paese, vanno risolti con reciproca onestà intellettuale».
Ma se il Mezzogiorno ha un problema politico, ministro, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Miccichè sostiene che la penalizzazione si deve a Tremonti e allo strapotere della Lega nel governo.
«Escluderei una responsabilità di Tremonti e della Lega. Se ci fosse stata, me ne sarei accorto, vista la mia provenienza da An, partito che ha sempre prestato la massima attenzione al Meridione».
Ma ora, mentre Miccichè e Lombardo lavorano al partito del Sud, gli ex di An, Granata e Briguglio, fondano il Pdl del Sud, per il quale chiedono uno statuto speciale..
«E' un argomento che non capisco. Sarebbe come se io, toscano, chiedessi uno statuto speciale per il Pdl in una regione rossa. Così si aggiunge confusione a confusione. Se qualcuno pensa che non si sia fatto abbastanza per il Sud deve dirlo chiaramente e il governo rimedierà, come ha assicurato Berlusconi. Ricordo, comunque, che le decisioni in Consiglio dei ministri si prendono collegialmente, quindi si condividono anche le responsabilità».
Quindi se Tremonti avesse trascurato il Meridione sarebbe colpa di tutto il governo?
«Proprio così. Ma prima di correre ai ripari bisogna capire se il danno c'è stato».
E lei non ci crede..
«Io invito a considerare gli impegni presi».
Le piace l'idea di una nuova Cassa del Mezzogiorno?
«Credo sia uno strumento superato che al Sud ha fatto più male che bene».
E che ne dice di una cabina di regia per i problemi del Meridione, o di un nuovo ministro?«Il ministro c'è già stato, nella passata legislatura. Quindi, nessuno scandalo, ma non credo sia una questione di poltrone per qualcuno.. E non voglio sentir parlare di cabina di regia, una formula che già ha portato troppa sfortuna. Credo basti un confronto leale per chiarirsi le idee».



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