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Pescara, 24/04/2026
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Data: 28/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La stazione ferroviaria di Teramo fa vergognare la città ed i bagni sono stati murati

Con tratte ferroviarie come quelle per Sulmona, per Lanciano o per Termoli, che fanno registrare anche 800 passeggeri al giorno, la stazione di Teramo non perde la sua "vis attrattiva" anche se resta continuamente sotto la luce dei riflettori per i continui disservizi. A cominciare dalle toilette murate: a chi gli scappa non resta che il bar vicino (quando è aperto), oppure, come era prassi comune, farsi scudo con la siepe di fronte, azzerata dalle recenti scadenze elettorali. Un capolinea pieno di contraddizioni che continua a non avere un orario ufficiale dei treni affisso in bacheca: chi, come Paolo D'Incecco, provvede di sua spontanea volontà ad esporlo, sbatte contro la furia iconoclasta di qualcuno. «La tabella - sostiene Paolo D'Incecco, esperto di trasporti - viene sistematicamente strappata». Inoltre, in pieno fermento estivo «le corse sono state ridotte da 21 a 16: in direzione mare cinque in meno sono tante». Soprattutto verso quella costa dove i collegamenti col Nord, con Alba o Tortoreto, sono inesistenti. Box per le informazioni: «Manco a parlarne; se un treno è soppresso o in ritardo bisogna armarsi di santa pazienza»; la biglietteria: «Solo automatica, e chi deve raggiungere una qualsiasi meta dello stivale, deve prima fare tappa a Giulianova e lì acquistare il biglietto, poi per la coincidenza che dio la mandi buona.» La stazione chiude mestamente alle 10,40: chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori.

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