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Data: 28/07/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fondi pensione, dopo un 2008 nero tornano a crescere rendimenti e iscritti

ROMA Tornano a crescere i rendimenti dei fondi pensione. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Covip, aggiornati al 30 giugno scorso, i fondi pensione negoziali, nei primi sei mesi dell'anno, hanno registrato un incremento del 2,5%, mentre per quelli aperti l'aumento è stato del 3%. Dati positivi se si considera che nel 2008, si era avuto un calo del 6,3% per i fondi negoziali e del 14% per quelli aperti.
La Commissione di vigilanza sul settore, inoltre, segnala che sono aumentate le adesioni totali alle forme pensionistiche complementari in Italia. Alla fine di giugno, infatti, si registrano oltre 4,9 milioni di iscritti (4.940.891), in crescita dell'1,8% rispetto a dicembre 2008. Risultano in crescita anche le risorse destinate alle prestazioni delle forme pensionistiche complementari che, sempre alla fine di giugno, ammontano a quasi 64,8 miliardi di euro (64,779 rispetto ai 62,665 miliardi registrati a marzo 2009).
La parte del leone spetta ai fondi azionari che hanno messo a segno gli aumenti maggiori pari, rispettivamente, al 3,7% e al 3,8%.
Anche per i Piani individuali pensionistici (Pip), dai dati Covip emerge un sostanziale recupero per i rendimenti dei prodotti united linked che, al 30 giugno scorso, hanno mostrato un incremento del 3,7%, a fronte di un calo del 24,9% registrato nel 2008.
Per il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, «i dati positivi comunicati dalla Covip sull'andamento delle adesioni, dimostrano ancora una volta l'ottimo lavoro che i fondi pensione, in particolar modo quelli di natura negoziale, stanno svolgendo». Le cifre dunque «confermano per la Uil l'esigenza che il governo dia seguito a quanto annunciato dal ministro Sacconi aprendo un tavolo di confronto sui temi della previdenza complementare, prevedendo in particolare una nuova fase di silenzio-assenso e di informazione in grado di sostenere e rilanciare le iscrizioni, anche in quei settori dove ancora risultano bassi i tassi di adesione, ed estendendo al più presto la previdenza complementare al settore pubblico».

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