L'AQUILA. Sessanta rate in 5 anni a partire dal 1º luglio del prossimo anno. Questi i tempi a disposizione dei contribuenti aquilani per restituire le tasse non pagate nel 2009. La sospensione dei termini slitterà quindi di sei mesi. L'ordinanza di proroga, che ancora non è stata dettagliata, comincia a prendere forma. Bertolaso: «È il giusto percorso per garantire parità di trattamento agli aquilani».
L'avvocato Giacomo Aiello è il consulente giuridico della Protezione civile: «Il periodo di sospensione sarà modificato e l'intendimento è quello di stabilire un periodo di rateizzazione di 5 anni a partire dal 1º luglio. Sulla data di inizio si sta valutando, anche se parlare di 1º luglio è verosimile. Per ora non sono previste decurtazioni sull'importo da restituire. È un problema di copertura finanziaria».
La proroga riguarderà tutti, ma potrebbero essere stabilite differenziazioni tra i vari contribuenti. «L'imposizione fiscale colpisce in misura diversa», conferma Aiello, «perché un dipendente pubblico o un pensionato ha continuato a percepire stipendio e pensione. Invece un lavoratore autonomo con un'attività colpita dal sisma ha subìto anche in maniera economica il terremoto. Ebbbene, su quest'ultimo la sospensione del tributo è vitale. L'ordinanza riguarderà sicuramente tutti quanti, indistintamente, per quanto riguarda lo scorrimento in avanti dei tempi, ma non sono escluse differenziazioni».
La proroga arriva dopo l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno della Camera dei deputati presentato dal Pd che equipara i terremotati aquilani a quelli di Umbria e Marche.
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è esplicito: «Sul terremoto dell'Aquila sono stati prodotti sforzi finanziari notevolissimi che sono sotto gli occhi di tutti, ma questa della proroga è una misura che darà maggiore tranquillità alle imprese, che potranno ridare un impulso all'attività economica del territorio».
CRITICHE AI COMUNI. Il capo della Protezione civile rivendica anche la sollecitudine delle ordinanze e bacchetta i ritardi di chi «non vi ha dato seguito». «Noi», afferma, «a settembre chiuderemo le tendopoli, riapriremo le scuole, ma non si può pretendere che faccia tutto la Protezione civile: anche le altre amministrazioni e i cittadini si devono impegnare per affrontare i problemi e risolverli».
Bertolaso critica «le strumentalizzazioni e le chiacchiere che si fanno sulla ricostruzione. Si continua a dire che è tutto fermo ma, a parte che non è così, bisogna anche dire perché alcune cose sono ferme. La priorità è quella di dare seguito a tutte le nostre ordinanze che consentono ai cittadini della zona di ripristinare i danni, ricostruire le case crollate e ricominciare le attività industriali».