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Pescara, 24/04/2026
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Data: 30/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Piano casa, il no di Cgil e ambientalisti. Sindacato e Wwf alla Regione: un incontro prima del voto

Solo l'associazione dei costruttori è stata coinvolta»

PESCARA. Non va proprio a genio ai sindacati e alle associazioni ambientaliste l'essere state escluse dalla stesura del cosiddetto «Piano casa», la proposta di legge sull'aumento della volumetria dell'edilizia residenziale che oggi dovrebbe approdare in Consiglio regionale. Una mancanza che Cgil Abruzzo, Wwf, Legambiente e Italia Nostra definiscono «gravissima» e alla quale la Regione «deve porre rimedio con un incontro urgente», prima che si riunisca il Consiglio, che dovrà discutere il testo.
«E' gravissimo», si legge in una nota della Cgil, «che una proposta di legge su un tema di così rilevante interesse generale, ma anche di pericolo per la qualità degli aspetti urbanistici, paesaggistici e ambientali che essa tratta, non sia stata sottoposta al confronto con le parti sociali nè dalla Giunta, nè dalle Commissioni consiliari».
Oltre a non aver acquisito elementi importanti attraverso un confronto più aperto, la Regione, sostiene ancora il sindacato, «ha violato gli articoli 11 e 12 dello Statuto regionale, volti a favorire la massima partecipazione, consultazione e concertazione delle parti sociali». Destabilizzando, in questo modo, aggiunge la Cgil, «le corrette relazioni sindacali, una violazione tanto più grave quanto più riguarda progetti di legge di interesse strategico e diffuso».
Unica organizzazione a essere stata coinvolta ufficialmente nella stesura del testo è stata l'Associazione dei costruttori, come aveva già sottolineato il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
Il confronto democratico dunque, secondo la Cgil deve essere al più presto ripristinato.
Ma alla critica del sindacato si aggiunge la preoccupazione delle associazioni ambientaliste abruzzesi: «La Regione Abruzzo sceglie la cementificazione», spiegano Wwf, Legambiente e Italia Nostra in un comunicato congiunto. Anche parchi e riserve sarebbero in pericolo. La legge, per il Wwf, comporterebbe infatti ricadute negative «sull'aspetto paesaggistico e di consumo di suolo, sulla sicurezza dei cittadini in relazione ai vincoli idrogeologici e ambientali, sulla riqualificazione architettonica, energetica e turistica».

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