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Data: 31/07/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Tre milioni di italiani «poveri tra i poveri» Secondo l'Istat gli indigenti sono soprattutto a sud. La regione che sta peggio è la Sicilia

ROMA. Quasi due milioni e 900mila italiani non riescono ad arrivare alla fine del mese. Sono quelli che l'Istat inserisce - nel report sulla povertà in Italia nel 2008 - nel capitolo della "povertà assoluta". Sono quei tre milioni di cittadini - il 4,9% della popolazione - che non hanno una disponibilità mensile minima di denaro per acquisire un paniere essenziale di beni e servizi. E gli indigenti sono per la maggior parte al Sud (610mila famiglie), dove la regione che sta peggio è la Sicilia, ben lontana dall'Emilia Romagna, la più ricca. Solo Puglia e Sardegna fanno registrare un segno positivo. In totale i poveri nel Paese sono più di 8 milioni (13,6 per cento della popolazione).
Ma la stima è del 2008, quindi già vecchia, superata. E' quanto sta accadendo oggi, e ciò che riserva il futuro, a far venire i brividi agli analisti. Il rapporto 2008 dell'Istat infatti non può tenere conto della crisi dei mercati internazionali e della sua coda che continuerà ad agitarsi e a spazzare via i più deboli, intrecciandosi con la crisi industriale e occupazionale.
Le associazioni di categoria di commercio e agricoltura avvertono: «Molti stanno limitando l'acquisto di cibo, mentre tante famiglie cambiano abitudini a tavola», dicono Cia e Coldiretti, per tacere di coloro che a stento riescono ad arrivare alla terza settimana del mese. La fetta più grossa di famiglie in difficoltà è rappresentata da coloro che si trovano in condizioni di povertà relativa, cioè spesa media mensile di 999,67 euro in una famiglia di due persone. Si tratta di due milioni e 737mila nuclei familiari, cifra che nel corso degli ultimi quattro anni è rimasta sostanzialmente stabile. Ma anche in questo caso con una forbice che si spalanca spaventosamente al Sud, dove l'incidenza della povertà relativa è cinque volte superiore a quella nel resto del Paese.
A questo quadro a tinte fosche dobbiamo aggiungere i "border line": può bastare una spesa imprevista (una multa, qualche medicinale in più) per far scendere sotto la linea di povertà quattro famiglie su 100, percentuale che sale al 6,6% al Sud. Un'altra fetta di Paese che cerca un equilibrio affacciata sul precipizio.
Povertà che si intreccia con un'altra notizia, sempre sfornata dall'Istat, tutt'altro che positiva. A giugno le retribuzioni mensili sono cresciute di appena lo 0,1 per cento rispetto al mese precedente. Povertà, occupazione, retribuzioni: tutte tessere di un puzzle disastroso che per la Cgil potrebbe completarsi a fine anno «in caso di conclusione degli ammortizzatori sociali». Cioè stop alla cassa integrazione, migliaia di lavoratori senza tutela e altre famiglie in difficoltà.

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