Fit-Cisl: in Abruzzo 367 dipendenti per 500 chilometri
PESCARA. «L'Abruzzo è la regione più bistrattata dal gruppo Ferrovie dello Stato e da Trenitalia in particolare». A denunciarlo è la Fit-Cisl, il sindacato dei lavoratori del trasporti. I numeri parlano chiaro, dice Alessandro Di Naccio, segretario regionale del sindacato, «e tolgono ogni dubbio e tutti gli alibi che da troppo tempo ci vengono propinati».
Secondo il sindacato, a fronte di un contratto di servizio che la regione paga a Trenitalia nella misura di 50 milioni 740 mila euro l'anno, e a una rete di 506 chilometri gli addetti sono 367 (0,7 a chilimetro), contro i 706 addetti delle Marche per 361 chilometri di linea (2,1 a chilometro), i 500 del Friuli e della Sardegna (rispetitvamente 430 e 432 chilometri di linea), i 1.350 della Ligura per 476 chilometri di ferorvia e gli 830 della Calabria per 843 chilometri di tracciato.
«E' chiaro ed evidente», commenta Di Naccio, «come questa comparazione dimostri la netta controtendenza di cui l'Abruzzo soffre negativamente in termini occupazionali e, di conseguenza, qualitativi rispetto al servizio erogato, non ultimo quello relativo alle biglietterie (Vasto, Giulianova, Chieti, Sulmona e L'Aquila) che di fatto, proprio nel periodo estivo, in Abruzzo si chiude».
Per il segretario Generale della federazione trasporti della Cisl Abruzzo «siamo di fronte ad un quadro sconcertante perché l'Abruzzo e gli abruzzesi meritano ben altra attenzione da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato. Lo stato di criticità in cui versa il trasporto locale, quotidianamente interessato da disservizi e scarsa qualità, dipende anche e soprattutto dalla mancanza cronica di addetti che con il passare del tempo si acuisce sempre di più. Chiediamo con forza», prosegue Di Naccio «una immediata inversione di tendenza che può trovare una sua prima concretizzazione nell'ambito della stipula del Contratto di Servizio tra Regione Abruzzo e Trenitalia, strumento quest'ultimo attraverso il quale ridare fiato tanto alla qualità del servizio offerto quanto ai necessari apporti di personale».
Contro Trenitalia si è mobilitato anche il Pd attraverso il coordinatore mobilità per l'Abruzzo, Tino Di Cicco, che ha presentato un ricorso all'Autorità garante del mercato e della concorrenza. Per Di Cicco l'azienda per i trasporti pubblici non applica «l'articolo 11 delle "Condizioni e tariffe"», che permette ai viaggiatori di utilizzare, in caso di mancata coincidenza, anche i treni di categoria superiore (Eurostar e Intercity), senza pagare supplementi di prezzo. «Ma la dirigenza», denuncia Di Cicco, «non li autorizza, con evidenti danni per i cittadini». Altro rilievo riguarda alcuni treni della direttrice Adriatica, che «vengono inibiti ai viaggiatori, che se salgono devono pagare una multa, oltre al biglietto».