ROMA. Quattro miliardi. Ma solo per la Sicilia, cassaforte elettorale del Pdl nel Mezzogiorno dove cova la «secesione». E' l'antipasto del «piano Berlusconi» per il Sud che prevede, nel futuro, un nuovo ente e una banca mentre oggi il Cipe sbloccherà per l'isola 4 miliardi del pacchetto di Fondi per le aree sottoutilizzate. Stamattina il governo approverà il decreto correttivo del ddl anticrisi.
Il presidente Napolitano aveva chiesto correttivi contestuali alla promulgazione della legge di conversione del ddl.
Sicilia premiata. Berlusconi è stato impegnato ieri in una girandola di riunioni. Prima con la ministra dell'Ambiente Prstigiacomo, poi con gli esponenti lealisti del Pdl siciliano vicini al presidente del Senato Schifani e al ministro Alfano. Negli incontri è stato limato il piano per il Mezzogiorno che dovrebbe finanziarie con fondi Fas un certo numero di progetti in Sicilia approvati da Tremonti, la nascita di un ente tipo Cassa del Mezzogiorno che incasserà i 27 miliardi di fondi Fas spettanti alle Regioni e di una banca del Sud. Di fronte a una certa genericità degli impegni, il ministro leghista Calderoli spiega: «Prima vedere cammello, poi dare tappeto».
Perché solo i siciliani riceveranno i fondi? E' quanto si chiede il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini: «Sono preoccupato per le sorti della Repubblica. Per evitare una sedizione politica, per evitare il naufragio del Pdl, si pronmettono 4 miliardi ai siciliani. E i calabresi, e i campani e i pugliesi? Sono meridionali di serie B?». Il presidente della Basilicata Vito De Filippo accusa: per il governo ci sono «figli e figliastri». Per la Cgil dopo «la lite tra comari la montagna partorirà un topolino».
Il decreto corretto. Il presidente Napolitano ne aveva discusso col ministro Tremonti, ma il titolare dell'Economia ha tentato di rinviare le modifiche chieste dal Quirinale al decreto anticrisi a dopo la pausa estiva. Sarà invece esaminato stamane con le correzioni necessarie per permettere la firma contestauale alla legge da parte del Presidente.
Le modifiche al testo, ora all'esame del Senato, riguardano le norme sulla corte dei conti, sui poteri del ministero dell'Ambiente e sullo scudo fiscale. Oggi o domani palazzo Madama dovrebbe licenziare il provvedimento. «Siamo al paradosso che il governo - dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - deve varare un decreto che a sua volta modifica un decreto che ancora non è stato approvato definitivamente dal Parlamnto».
Il partito sudista. «E' un controsenso» dice Berlusconi mentre per il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto si tratta «del peggior errore politico» mentre il premier «è sotto attacco». Tuttavia Tremonti e la Lega, «devono avere consapevolezza dell'esistenza di questi problemi».
Interviene anche Di Pietro: saltan gli accordi in Forza Italia in Sicilia, partito nato «su commisione di Cosa Nostra come è scritto nella sentenza di condanna a 9 anni di Dell'Utri». Il partito del Sud «è un monito rivolto a Berlusconi che non sta facendo, evidentemente, quanto promesso in quell'antico patto».