INFLAZIONE A ZERO A provocare il calo del costo della vita soprattutto la benzina verde. Va giù anche il prezzo del gasolio
ROMA. Si è fermata l'inflazione. Non succedeva dal 1959. A luglio, rispetto a giugno, i prezzi sono scesi in media dello 0,1%, ma sono scesi molto di più (l'1,2%) rispetto al luglio 2008. Dunque il costo della vita è in frenata e non è un bel segnale perchè, se davvero ci fosse la ripresa economica, i prezzi tenderebbero a salire. Alcuni dicono che si tratta di un "fenomeno temporaneo", ma vedianmo nel dettaglio che cosa è successo. A provocare il calo dei prezzi è stata soprattutto la benzina verde che è diminuita del 16,3% rispetto a luglio 2008 (e dell'1,1% rispetto a giugno di quest'anno). Crollato (-28,3%) anche il prezzo del gasolio. I carburanti risentono del prezzo del petrolio che a luglio 2008 aveva toccato i 150 dollari al barile (159 litri) e adesso oscilla fra 65 e 70 dollari. Ma il petrolio incide anche sulle tariffe elettriche (molte centrali in Italia vanno a gasolio) scese del 5% e sul prezzo del gas, sceso del 5,7%.
Chi scende e chi sale. I generi alimentari sono scesi dello 0,3% rispetto a giugno ma sono saliti dell'1,4% rispetto a luglio 2008. Costa meno la semola di grano duro (ne consumiamo milioni di tonnellate perchè è la base per fare la pasta) e costano meno frutta e vegetali freschi. Aumenta la Pay tv (del 13,6% su base annua) e costano più cari i servizi postali (+11,2%). Rincarano i trasporti marittimi (+8,8%) e quelli ferroviari (+6%). I servizi balneari segnano un +4,4%, i servizi finanziari un +4% e gli affitti un +3,3%. In controtendenza i prezzi dei trasporti aerei (in un anno meno 18,4%) e i pacchetti vacanza (-1,3%). Costano meno (-11%) i nagivatori satellitari e (-12,2%) i telefoni cellulari.
L'Isae, un istituto di studi economici, dice che l'inflazione a fine 2009 tornerà a ritmi simili a quelli dell'anno scorso. Però nei prossimi mesi ci saranno altri ribassi. In base a un discreto numero di interviste, il 60% dei consumatori si aspetta prezzi stabili e soltanto un 25% pensa che ci saranno aumenti.
L'inflazione negativa si è registrata a luglio, in media, anche nei 16 Paesi che adottano l'euro ma a Bruxelles dicono che è tutta colpa del petrolio, che a luglio 2008 aveva toccato dei picchi mai visti. Il ministro Scajola ammette che «l'inflazione a zero è certamente un indice della caduta della domanda interna, ma è anche un significativo sollievo per i bilanci delle famiglie con reddito stabile».
Il calo dell'inflazione, con i tassi di mercato molto bassi, naturalmente non favorisce i risparmiatori che hanno comprato Bot. Infatti i rendimenti netti dei titoli di Stato, a un anno, si attestano attorno allo 0,60%. Dunque 10 mila euro in Bot danno 60 euro di interessi, ma restano da pagare i bolli, le commissioni alla banca e, tante volte, anche la custodia titoli. E in tasca all'investitore, a volte, non restano che pochi spiccoli.
Per le due organizzazioni è una conferma che la congiuntura negativa fa sentire i suoi effetti
Cgil e consumatori: «Un brutto segnale»
ROMA. «Il dato dell'inflazione di luglio è un vero e proprio segnale d'allarme.Infatti, tale andamento è dovuto al drammatico crollo dei consumi, che ha coinvolto di largo consumo e quelli durevoli.
Lo quanto sottolinea Federconsumatori, commentando il dato dell'Istat di luglio. «Non ci spieghiamo come mai, in una situazione del genere, continuiamo a registrare gravi anomalie relative ai prezzi dei prodotti di prima necessità.
Mentre i prezzi alla produzione, aggiunge Federconsumatori, soprattutto il grano, continuano a diminuire, i prezzi al consumo rimangono sempre a livelli elevati o, addirittura, aumentano. Se si confermerà, nel 2009, un tasso di inflazione allo 0,7% (come prospettato dall'Istat), vi saranno delle ulteriori ricadute per le famiglie di 210 Euro annui».
E anche la Cgil lancia l'allarme: «Quel che può apparire come una buona novità in realtà è una cattiva notizia. L'inflazione di luglio, stimata attorno allo zero e addirittura negativa se armonizzata a livello europeo (Ipca), segnala un pessimo stato di salute del nostro Paese. Il rischio di deflazione dell'intera economia è molto alto», afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale. Per il dirigente sindacale «la dinamica così negativa dei prezzi rappresenta l'ennesimo segnale di un ciclo economico depresso e alla deriva. E' la dimostrazione ormai tangibile che l'economia italiana si sta contorcendo e avvitando».