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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Di Pietro a Napolitano: non firmare. Finocchiaro (Pd): governo approssimativo e pasticcione. Critica anche la Cgil

ROMA. Dure critiche delle opposizioni alle manovre del governo che, nelle stesse ore, pone la fiducia al Senato sul decreto anti-crisi e subito modifica lo stesso decreto. Stefano Pedica, deputato dell'Italia dei valori, si presenta in aula e, sotto la giacca, esibisce una maglietta con la scritta: «Giorgio non firmare». Il riferimento è al Presidente della Repubblica che deve firmare il decreto del governo per trasformarlo in legge dello Stato. Le stesse magliette erano state indossate davanti al Quirinale, nelle scorse settimane, per chiedere a Napolitano di non firmare il ddl sulle intercettazioni. Poi il capogruppo alla Camera, Antonio Borghesi, spiega: «Siamo al condono tombale per gli evasori. Solo chi ha procedimenti in corso non può accedere alla scudo fiscale. E gli altri? Così si premiano i furbi e i disonesti e si penalizzano i cittadini onesti e i lavoratori».
Anna Finocchiaro, presidente del senatori del Pd, spiega: «Assistiamo a un finale rocambolesco e inutile. Dopo due voti di fiducia, uno alla Camera e l'altro al Senato, il provvedimento viene modificato dal governo. E' un comportamento approssimativo e pasticcione che denota un'assoluta assenza di strategia complessiva per rispondere alla crisi». «C'è una logica di basso cabotaggio, non si interviene in modo radicale, si spostano riserve da un capitolo all'altro cercando di tamponare i guai. Interventi in prospettiva? Nessuno: il debito aumenta, la spesa corrente corre e la pressione fiscale rimane alta». «I soldi al Sud? - si domanda l'esponente del Pd - Il governo dà alla Sicilia, e non a tutto il Mezzogiorno, denari già stanziati solo per zittire Lombardo e Miccichè». Critiche al provvedimento del governo anche dalla Cgil. «Più che provvedimenti anti-crisi - dice Agostino Megale - questi sembrano provvedimenti anti-ripresa. I Paesi del G 20 stanziano 1.200 miliardi in due anni per misure anti-recessive. L'Italia è l'ultima della lista, con appena l'1% del totale stanziato».
«Lo scudo fiscale è una vergogna - dice Megale - perchè i lavoratori e i pensionati pagano, in media, il 24% di imposte, mentre chi ha portato capitale all'estero si ritroverà a pagare, al massimo, fra l'1 e il 2%». Per la Cgil, infine, la ripresa nel 2010 appare "irrealistica" mentre l'autunno «rischia di essere drammatico sul versante dell'occupazione».

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