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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caos alla stazione di Teramo, la biglietteria automatica non dà il resto

Caos e scompiglio sabato scorso alla stazione di Teramo: imputato principale una biglietteria automatica che non dà resto. Circa un centinaio tra turisti, pendolari del mare, lavoratori e semplici viaggiatori, si sono affannosamente accalcati alle nove di mattina dentro un piccolo stanzino attorno al marchingegno per cercare di ottenere il tagliando per le varie direzioni. Ma con gran fatica e spesso invano. Infatti l'emettitrice di biglietti all'improvviso non forniva più il resto alle monete di carta: soltanto un buono che certificava l'importo non ricevuto, da ritirare evidentemente presso le biglietterie delle diverse stazioni ferroviarie. E per le monete tintinnanti era perfino peggio: secondo una "ratio" ai più sconosciuta accoglieva - e non sempre - quelle da due euro, non però quelle da un euro, mentre per i centesimi la biglietteria si regolava di volta in volta e a suo modo: i 50 cent sì, ma con riserva, i 10 no e così via. Inoltre, chi aveva cercato di acquistare un biglietto, ha trovato sulla sua strada un nemico in più: in buona sostanza i trenta secondi a disposizione per terminare l'operazione, altrimenti la digitazione sarebbe dovuta cominciare daccapo. Da qui il caos, le invettive contro Trenitalia, gli sbuffi, soprattutto da parte di turisti spazientiti che vedevano il treno delle 9,03 per Pescara sul primo binario iniziare a manovrare per recarsi alla volta della cittadina adriatica. Ad incrementare il disagio si è aggiunta la chiusura per ferie del bar attiguo che spesso si sostituisce alla biglietteria automatica ed anche ai servizi igienici, dal momento che quelli della stazione sono murati. Sono dovuti intervenire alcuni inservienti a bordo del treno che, ad ogni buon conto, hanno invitato gli inviperiti viaggiatori a prendere posto sulle carrozze pregandoli in seconda battuta a sistemare la faccenda presso le biglietterie una volta giunti a destinazione. «Un'ennesima vicenda di disservizio che ha come luogo la stazione di Teramo - dichiara Paolo D'Incecco -; fatto che rivela il crescente disinteresse dei nostri politici verso questo utile tipo di servizio che di anno in anno riveste sempre minor spazio negli investimenti pubblici e privati».

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