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Pescara, 24/04/2026
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Data: 03/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Cinquemila famiglie senza un tetto». Il sindaco, che oggi si incontrerà con Bertolaso, accusa Chiodi di escluderlo da alcuni summit istituzionali

Allarmante previsione di Cialente per settembre: le case non basteranno

L'AQUILA. «Almeno cinquemila famiglie potrebbero non avere un tetto a settembre». L'allarme è lanciato dal sindaco Massimo Cialente, secondo il quale il Progetto Case potrebbe non essere sufficiente per le case inagibili (classificate come E e F). Una preoccupazione che poggia su solide basi considerando che non sono stati ancora avviati nemmeno gli interventi per le case classificate B e C.
PROBLEMA CASE. «Stiamo facendo la stima», aggiunge il sindaco, «e il numero potrebbe aumentare. Sono preoccupato e sto lavorando per reperire case che garantiscano una sistemazione a tutti». Il Progetto Case assicura solo 4.500 appartamenti che - secondo il Governo e la Protezione civile, daranno una sistemazione a 15.000 persone. Il sindaco Massimo Cialente, al quale il Consiglio comunale ha affidato il compito di relazionarsi con la Protezione civile, conta di incontrare oggi il capo del Dipartimento nazionale, Guido Bertolaso. «Sono in contatto con la Protezione civile per trovare una soluzione» ha continuato il primo cittadino, «mi sembra che siamo in piena emergenza, si tratta di fare scelte immediate che ho proposto e spero di avere l'appoggio con la consapevolezza della gravità della situazione. Solo con le case per tutti e le scuole pronte i cittadini torneranno e si potrà ripartire». Secondo il sindaco, «prima di Ferragosto avremo il quadro della situazione, poi si dovrà agire». Le perplessità del sindaco sono le stesse del segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, il quale ha posto il problema, per l'appunto, del fatto che non sono stati avviati i lavori per le case B e C, dopo avere sollevato lui stesso, per primo, che «se bisogna anticipare i soldi le ristrutturazioni non partiranno mai».
CHIODI. Ma il sindaco solleva anche un altro problema. «Mi colpisce il fatto», afferma, «che, mentre sono così preoccupato per la sopravvivenza della città, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, fa riunioni per parlare della ricostruzione. Mi farebbe piacere che fossero invitati anche rappresentanti di Comune e Provincia, visto che i due terzi da ricostruire insistono sul territorio del Comune dell'Aquila». Il sindaco si riferisce a un incontro tenuto sabato scorso, durante il quale Chiodi ha ricevuto a Palazzo Silone sindacati e associazioni di categoria per affrontare il tema della ricostruzione. «Proporrei», aggiunge «che prima di parlare della ricostruzione si intervenisse su un problema assolutamente drammatico: trovare un tetto a tutti gli sfollati». Cialente si augura di non rimanere solo in questa battaglia: «Mi aspetto di avere appoggio dalle altre istituzioni» dice «se la gente non ritorna a casa non ci sarà quasi nulla da ricostruire, perché L'Aquila diventerà una città con 20mila persone in meno».
INGEGNERI.Il primo cittadino ha anche replicato al presidente dell'Ordine degli ingegneri, Paolo De Santis, il quale ha criticato le istituzioni perchè la ricostruzione non è stata avviata. «Contesto quello che dice De Santis» ribatte Cialente, «sulle case A e B i tecnici del Comune si stanno adoperando, ma non è colpa dell'ente se ci sono ritardi perchè non si sa cosa bisogna fare».

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