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Pescara, 24/04/2026
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Data: 04/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Via dagli alberghi centinaia di aquilani. Rimborsi sui lavori di ristrutturazione: primo contributo all'apertura del cantiere

L'AQUILA. Sono alcune centinaia le famiglie che - avendo la casa agibile classificata tipo «A» - devono lasciare gli alberghi entro dopodomani. A loro è rivolto l'ultimatum della Protezione civile.
Entro le prossime 48 ore tutti coloro che - disattendendendo le ordinanze del sindaco Cialente - sono rimasti negli alberghi della costa, dovranno rientrare nelle loro abitazioni, quelle classificate con lettera A.
Per Lorenzo Alessandrini, responsabile del Coi (Centro operativo intercomunale) di Giulianova, il problema è comunque circoscritto a un numero limitato di famiglie. «Il grosso, e stiamo parlando di 7-8mila persone, ha già lasciato gli alberghi» ha spiegato Alessandrini. «Qui sono rimasti solo quei nuclei familiari che hanno certificato di avere dei problemi. Per alcuni si tratta dell'allaccio del metano, altri - per lo più anziani - hanno dichiarato di avere problemi di salute. Ci sono poi persone che affermano di non poter tornare all'Aquila perché devono assistere dei loro congiunti ricoverati in ospedale, con gravi patologie, Infine, negli alberghi si contano anche diversi proprietari di case che hanno presentato ricorso contro la classificazione «A» assegnata dai tecnici della Protezione civile in sede di verifica. Ricorsi attraverso i quali sono stati interrotti i termini previsti dalle ordinanze a suo tempo emanate. C'è stato un momento molto difficile, in particolare quello successivo all'ordinanza del sindaco che imponeva il rientro a casa entro 15 giorni dalla pubblicazione degli esiti delle verifiche. Ma in tantissimi sono stati attenti a non andare oltre quel limite. Oggi negli alberghi abbiamo ancora 20 mila persone, ma quasi tutti hanno la casa inagibile, come dimostrano i numeri del censimento avviato. Sin qui Alessandrini.
Per Fabrizio Curcio, del dipartimento della Protezione civile, lo stop imposto servirà ad inquadrare meglio il fabbisogno abitativo della popolazione colpita dal terremoto. «Quelli che hanno la casa agibile devono rientrare» ha affermato «perché ora è necessario concentrare gli sforzi sugli altri. Tanto più che diventa difficile giustificare i costi».
CAMPI DA CHIUDERE. «Comunque da giovedì, ha aggiunto Curcio «rafforzeremo i controlli. Tra qualche settimana passeremo alle tendopoli dove, nonostante i disagi e le difficoltà, si contano ancora troppe famiglie che potrebbero già stare a casa. Qui ci sarà bisogno anche di un supporto psicologico. Un lavoro necessario, tanto più che per la fine di settembre tutte le tendopoli dovranno essere smantellate». Ciò significa che sarà difficile, per chi ha la casa agibile, ricorrere in alternativa all'albergo a un posto in tenda. Infatti

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