Due fulmini, uno sulla chiesa di San Marco (via Moro) e sul Don Orione (via Aterno). E 24 millimetri secondo il pluviometro dell'istituto idrografico della Regione: cioè pioggia intensa, non un nubifragio. Eppure, come per incanto, Pescara è andata sott'acqua, soprattutto a Porta Nuova. I negozi allagati, le vetrine sbarrate dalle paratie tipo Venezia, viale Pindaro trasformato in un canale, viale Marconi inaccessibile. E a nord non è andata meglio, per stessa ammissione dell'amministrazione comunale: da piazza Santo Spirito a via Caravaggio, da via Regina Margherita a via Regina Elena, e poi via Solferino, via Tinozzi, via Mazzini. Colli: il peggio a via di Sotto, via Colle Innamorati, strada Valle Fuzzina, via Colle Marino, via Colle di Mezzo, via Pandolfi. Litorale sud: stabilimenti allagati dal confine con Francavilla al porto canale. E la rabbia dei balneatori che attribuiscono, in un comunicato firmato Ciba, la colpa di tanto disastro al rondò all'incrocio tra via Pepe e lungomare Colombo, cioè alla giunta D'Alfonso.
I governi cambiano e tuttavia i problemi strutturali rimangono. L'assessore ai lavori pubblici Gianni Teodoro rileva come gli allagamenti più rilevanti si siano registrati in zone in cui si sono appena conclusi gli interventi per il rifacimento delle fogne siglati dalle precedenti amministrazioni comunali (appalti che forse dovrebbe conoscere essendo stato dal 2003 al 2008 vice sindaco, con la prima giunta D'Alfonso), o da altri enti: «A questo punto - dice Teodoro - è chiaro che dovremo rapidamente convocare i nostri tecnici e fare chiarezza sui lavori svolti negli ultimi sei anni: vogliamo capire quale ostruzione ci sia sul litorale che impedisce il passaggio dell'acqua, e vogliamo capire perché quella rete fognaria appena realizzata che non prevede la separazione della linea delle acque bianche da quelle nere, non ha risolto il problema degli allagamenti».
Primo vertice oggi. Si comincia con "Attiva". Eh sì, perchè il secondo problema, dopo le fogne, è quello dei tombini e caditoie ingombri di fango, detriti, aghi di pino, foglie e quant'altro. Lo stesso Teodoro conferma: «Sarà indispensabile garantirne una manutenzione costante per non creare ulteriori ostacoli al deflusso dell'acqua piovana».
Il Pd, attraverso le parole di Moreno Di Pietrantonio, se la prende con l'attuale amministrazione: «Il sindaco ha detto di aver attivato un piano di pulizia, non l'ha fatto». La sezione Colli, attraverso il messaggio di Piero Giampietro e Francesco Pagnanelli, reclama il completamento dei lavori su via di Sotto e manutenzione straordinaria sulle principali arterie partendo dall'assunto secondo cui «è necessario un intervento straordinario perché le stesse strade progettate quaranta anni fa per poche migliaia di abitanti non possono servire insediamenti per 30 mila residenti».
Al di là dei proclami, di destra o di sinistra, resta la desolazione dei pescaresi. E l'impegno, questo sì reale, dei vigili del fuoco per far fronte ai danni.