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Pescara, 24/04/2026
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Data: 05/08/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Caro benzina, sale la protesta. I consumatori accusano: una speculazione, intervenga il governo

ROMA. Dopo dieci giorni di relativa calma, i prezzi della benzina tornano a correre. E' ancora l'Agip a dettare la linea, con un rialzo di tre centesimi, che porta la verde a 1,34 euro. E' salito anche il diesel, +2,5 centesimi a 1,162 euro, mentre rincari più contenuti si registrano anche per Api/Ip, Erg, Q8, Shell, Tamoil e Total.
Anche l'ultima fiammata era iniziata con un ritocco dell'Agip, che il 24 luglio scorso aveva rialzato il costo della benzina, salita allora a 1,31 euro. E, oggi come allora, insorgono i consumatori, mentre l'Unione Petrolifera replica che le variazioni dei listini in Italia riflettono quelle che si stanno verificando sui mercati internazionali. Per Adusbef e Federconsumatori, l'aumento dei prezzi deciso dall'Agip rappresenta «la dimostrazione lampante dell'inaccettabile meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, pronti a scattare al rialzo non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, ma lentissimi ad adeguarsi quando queste ultime sono in ribasso».
Secondo il Codacons, l'aumento odierno «è incredibile, perchè l'Agip dovrebbe mostrare un comportamento più responsabile, sapendo che poi le altre compagnie si adeguano ai suoi aumenti».
L'associazione dei consumatori si rivolge quindi al Governo affinché convochi «i vertici di Eni, Poli e Scaroni, per avere chiarimenti considerato che i rincari sono del tutto ingiustificati». In caso contrario, «non potremo che dedurre che al Governo va bene che Eni speculi sui poveri tartassati automobilisti grazie alla ben nota doppia velocità sull'adeguamento al prezzo del petrolio».
L'Unione Petrolifera risponde colpo su colpo: nella definizione del prezzo dei carburanti «si conferma l'assoluta correttezza di comportamento delle aziende, il cui riferimento restano i mercati internazionali», spiegano i petrolieri in una nota, sottolineando che «queste e non altre sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti dei prezzi dei carburanti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori». A ben vedere, secondo l'Up, l'andamento dei prezzi in Italia è stato «più cauto» di quello sui mercati internazionali, con rialzi inferiori a quelli visti in Europa.
Quello che è certo è che il prezzo della verde è aumentato di oltre 7 centesimi dai valori di metà luglio.
Il riflesso sul pieno è di quasi quattro euro, ma in periodo di esodo vacanziero il conto rischia di diventare più pesante.

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