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Pescara, 26/04/2026
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Data: 06/08/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Solidarietà, donazioni record: 75 milioni. Bertolaso: «Neanche per lo tsunami così tanto». Oggi torna Berlusconi, forse con Bossi

L'AQUILA - L'ultima volta l'aveva detto: «Magari organizziamo di mattina presto, quando fa più fresco, così può venire anche Bossi». E, a giudicare dall'orario previsto (prima mattina) per la sua ventesima visita in città, Silvio Berlusconi oggi potrebbe davvero portare con sé anche il senatùr, la cui "venuta" era già stata annunciata giovedì scorso e poi saltata. Il programma del premier è quello "solito", forse con una piccola ma significativa variante: «Il Cavaliere mi ha chiamato, vuole controllare i lavori sui cantieri e magari anche una scuola» ha confessato ieri Guido Bertolaso, che è intervenuto alla presentazione del libro "L'Aquila una città d'arte da salvare", promosso dalla Fondazione Carispaq, realizzato dalla Carsa e già consegnato ai grandi della Terra in occasione del G8 per mostrare le ferite del terremoto. Un dramma che, come ha detto Bertolaso, ha suscitato una «reazione di solidarietà mai vista in Italia, superiore anche a quella provocata dallo tsunami in Indonesia». Allora, infatti, furono raccolti 50 milioni di euro di donazioni, per il terremoto aquilano la quota è arrivata a quasi 75 milioni. Ieri si è riunito per la prima volta il comitato dei Garanti, che dovrà "vigilare" sulla somma. Dopo i lavori, la commissione, costituita dall'ex presidente del Senato Franco Marini, Vito D'Ambrosio, Fernanda Contri (che sarà il portavoce), Cesare Mirabelli e Natalino Irti, ha effettuato un sopralluogo nei cantieri. Bertolaso ha chiarito come saranno utilizzati i fondi: «Una buona fetta, quasi il 50%, verrà spesa per la realizzazioni delle case temporanee in legno nei dintorni dell'Aquila, ventuno milioni per i moduli abitativi fuori dal Comune aquilano e per asili nido, scuole materne, centri per anziani. Un'altra quota (11 milioni) sarà utilizzata per favorire il rientro delle famiglie e il ritorno all'attività degli autonomi, delle imprese e dei negozi. «A questo proposito - ha detto Bertolaso - stiamo pensando anche a forme di microcredito». Il piano del capo della Protezione civile sta entrando nel vivo: «Sono più tranquillo rispetto a qualche giorno fa - ha confessato -: il meccanismo delle ordinanze si è mosso, entro fine mese speriamo di mettere a punto quella per la perimetrazione e la ricostruzione del centro storico, sarebbe un altro record. Le scuole riapriranno regolarmente il 21 settembre, alcune strutture saranno rimesse a posto, altre già ricostruite, altre realizzate con prefabbricati. Questa terra ha reagito bene e sarà ricostruita». Mentre Italia Nostra ha chiesto al Governo e alla Protezione civile che il centro storico sia riconosciuto per legge «unitario monumento di cultura urbana», così da garantirne una ricostruzione «integrale e secondo un piano unico», il vicecommissario Luciano Marchetti ha snocciolato i dati sulla messa in sicurezza: «I lavori, finora, hanno riguardato 238 edifici pubblici e nel 54% dei casi sono stati completati. Il Comune si sta occupando di quelli privati. Il totale è di circa 500. Spero che presto si possa parlare di edifici ricostruiti e non solo puntellati».
Intanto va avanti il censimento per capire il fabbisogno alloggiativo di chi ha casa E, F o in zona rossa e per gli studenti. Fino a ieri, come ha chiarito l'assessore alle Politiche sociali Luca D'Innocenzo, erano oltre seimila le domande presentate, di cui 5.500 già protocollate e informatizzate. «Un dato - ha spiegato - che dimostra quello che dicevamo da tempo e cioè che servono ulteriori soluzioni. In più sono tantissimi quelli che hanno case B e C che si sono presentati dicendo di non riuscire a tornare a casa entro settembre. Anche il gioco degli affitti in nero deve essere subito interrotto». L'altra emergenza è quella delle attività produttive. La Confcommercio ha replicato al presidente della Camera di Commercio aquilana, Giorgio Rainaldi, che aveva sostenuto che il 70% delle imprese era tornato in attività. «Solo nella zona rossa del capoluogo - scrivono Celso Cioni e Alberto Capretti - circa 800 aziende del Terziario non solo non sono in condizione di riaprire le saracinesche, ma non possono neanche accedere alle attività. L'intero settore economico ancora oggi è per un abbondante 80% impossibilitato a riprendere la propria attività».


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